domenica 7 gennaio 2018

Asili, malattie e Natale

Quale titolo bizzarro per ritornare dopo mesi di latitanza direte voi mie sparute lettrici.
Eh sì, sono mesi che non scrivo molto ma dicembre, lavorativamente parlando e non solo, è un mese di fuoco e mi sto riprendendo giusto adesso che vi scrivo mentre aspetto di poter fare gli esami del sangue.
Dunque oggi parliamo di malattie dei bambini, quelle che nei nidi e negli asili ci si passa come caramelle.
Per il ponte dell’immacolata avevamo progettato una tre giorni tra pizzoccheri e discese con lo slittino  nella nostra casetta a Colico.
Ma come insegna la prima regola della genitorialita’, non far progetti che tanto è inutile.
Così ci siano ammalati tutti e tre il 6 dicembre e siamo usciti per tornare al lavoro il lunedì successivo.
Il mio unico pensiero è stato di salvaguardare almeno il Natale per non rischiare di contagiare il resto dell’intera famiglia visto che anche i nonni sono soliti rifarsi le malattie prese dalla piccola iena.
Per prima cosa mi sono informata se fossero o meno presenti virus e influenze nell’asilo ma avendo ricevuto risposta negativa ho deciso di mandarla fino al giorno della festa di Natale perché mi dispiaceva farle perdere questo momento.
Il problema è che proprio in quell’occasione erano presenti bambini evidentemente influenzati e/o alle prese con virus.
È normale che i bambini siano spesso  malati ma credo che nell’ultimo periodo ci sia da parte dei genitori negligenza verso le norme igieniche minime per evitare il continuo proliferare di virus.
Io ho deciso, potendolo fare, di tenere Sveva a casa i giorni successivi e penso che lo farò anche nei futuri anni di scuola materna.
Se la  figlia ha la febbre o continua a vomitare,è mio dovere verso di lei in primis ma anche verso la comunità,tenerla a casa fino a quando la malattia non è definitivamente passata. Soprattutto ci penso due volte a portarla ad una festa che è sì un bel momento ma pur a malincuore sceglierei di tutelare figlia e gli altri bambini.
Ma siamo rimasti davvero in pochi a pensarla così.