martedì 25 aprile 2017

Ponte in Liguria


Non siamo mai stati tipi da ponte, io e Franci.
Nella nostra storia lunga ormai quasi tredici anni ne ricordo tre: Londra, Stoccolma e Parigi.
Il più delle volte la nostra filosofia era dedicarci ad un grande viaggione all'anno e risparmiare dove si poteva. Viceversa se decidevamo di partire era per esplorare capitali europea ancora sconosciute alla nostra sempre viva sete di nuovi luoghi.
Con i bambini si sa, un po' la musica cambia.
Sono fermamente convinta che si possa anzi si debba viaggiare con i bambini e penso solo all'anno scorso quando con una piccola iena di 5 mesi ci siamo trasferiti nella mia amatissima e mai dimenticata Londra e siamo stati in vacanza in Grecia.
Ma quest'anno sono entrati in gioco due fattori inaspettati a spingerci lontano da una puntatina in Norvegia (mio puntello insieme a Varsavia) e a tenerci stretti al cuore dell'amata odiata patria:
Primo, la cronica assenza di energie dovuta ad un mix letale di mancanza di sonno, stress da quotidiano e abbiocco che non permette di costruire un buon itinerario.
Secondo, un raffreddore con tosse di Svevina che perdura ormai dall'inizio del nido.
Così ho lanciato messaggi al marito con una certa delicatezza vista la sua riluttanza al trascorrere del tempo al mare piuttosto che a prendere un aereo e andarsene in giro per l'Europa.
"La bambina sta malissimo solo il mare può aiutare, se le passa il raffreddore non si sveglia più di notte".
Al pensiero di sei ore filate di sonno si è convinto e visto la non felice esperienza di gennaio a Riccione abbiamo optato per la sconosciuta Liguria.
 Io in trentatrè primavere ho pernottato  in questa regione solo due volte: una vacanza da adolescente nella riviera di Levante e un capodanno a Varazze nel 2010 e per una che abita vicino a Milano è decisamente un'anomalia visto che è il mare più vicino.
Non avevo dunque grandi aspettative, mi interessava solo far respirare quanto più iodio possibile alle narici di Sveva.
Il primo requisito è stata la vicinanza e ci siamo indirizzati alla riviera di Ponente.
 Siamo partiti sabato alle undici, la classica partenza intelligente allietata solo dalla quasi totale assenza di lamenti di Sveva causa lungo riposino ( si era svegliata alle 5.00 la simpatica).
Trovando lunghe code abbiamo deciso per un pit stop a Varazze.
Ora il problema principale di questi bellissimi paesini sono i parcheggi, consiglio vivamente di spostarsi in treno, una volta trovato dopo mille peripezie ci siamo addentrati nelle sue colorate e strettissime viuzze alla ricerca della famosa focaccia.
E non siamo rimaste delusi, anzi abbiamo decisamente esagerato.
Per Piccola iena mi ero portata da casa della mozzarella già tagliata che ha accompagnato a della focaccia liscia mentre io e il padre non abbiamo resistito alla focaccia di cipolle.
Mangiarla in riva al mare, con il pensiero dell'inverno e del grigio della città lasciati alle spalle, non ha davvero prezzo.


E già il pensiero della Norvegia ,si allontanava dai miei desideri...
Controllata la situazione traffico e avendo appurato una maggior fluidità nelle strade, abbiamo lasciato la spiaggia per raggiungere la nostra destinazione: Finale Ligure.
Francesco ha trovato una buona offerta all' Hotel Moroni.
Davvero bellissimo.
Atmosfera un po' anni 60, camera con terrazzo grandissimo da cui vedevi il mare e pasti superlativi.
Abbiamo optato per una mezza pensione, così durante il giorno eravamo liberi di girare senza vincoli ma a cena potevo tranquillamente chiedere piatti adatti a Sveva.
Non so voi ma quando usciamo a cena, il menù per bambini prevede solo pasta al pomodoro o cotoletta.
Le verdure queste sconosciute.
Mentre in albergo hanno preparato su mia indicazione , pesce con zucchine bollite la prima sera e passato di verdura con pastina la seconda,entrambi apprezzatissimi dalla piccola che ama molto gli ortaggi.
Sapendo che a cena potevo contare su pasti bilanciati,a pranzo eravamo più liberi: una caprese, un piatto con prosciutto e pane e frutta e yogurt per merenda.
 Dopo una cena super apprezzata anche dagli adulti, abbiamo fatto un giretto per il paesino che è davvero carino, con negozietti niente male ma non alla portata di tutti. Rispetto alla più conosciuta Romagna la Liguria appare più esclusiva, più per ceti medio alti,se ancora questa odiata parola ha un
 senso.
Domenica, l'unico giorno a totale disposizione, abbiamo deciso di conoscere il limitrofo borgo di Varigotti.

Una vera perla, tra l'altro collegato a Finale da una bellissima passeggiata tra rocce a strapiombo sul mare.

Anche il sole ha fatto finalmente capolino, regalandoci temperature quasi estive. Sveva è rimasta in body e non voleva far altro che giocare con i sassolini e pucciare i piedi nell'acqua del mare: rideva come una pazza ogni volta che le onde arrivavano, io ovviamente ero angosciata per la forza delle onde e la tenevo ben salda a me... un altro aspetto da non sottovalutare è che il mare qui diventa subito profondo.
Abbiamo giocato, pranzato sulla spiaggia e ci siamo un po' dedicati alla scoperta delle sue viuzze.
ho invidiato le loro belle piante di limoni, un frutto che amo e uso tantissimo in cucina.
Verso le 14, siamo tornati all'albergo, giusto in tempo di un sempre santo riposino.
Ma avevamo ancora voglia di mare e appena svegli ci abbiamo passato tutto il pomeriggio.
La sera approfittavamo della stanchezza della cucciola per bere qualcosa dopo cena, nel bar della piazzetta.

C'erano tantissime famiglie con bambini. Anzi con bambino.
Io e Fra abbiamo notato sia in albergo che per il paese famiglie con un solo pargolo: fotografia dell'Italia? Coincidenza? chissà.
Lunedì avendo a disposizione solo il mattino abbiamo deciso per un ultima full immersion di iodio per Sveva e dopo pranzo abbiamo salutato questo bellissimo paese stupendoci di quanto ad entrambi sia piaciuto e di quanti bei ricordi ha colmato la nostra memoria.
 Ci piacerebbe tornare, magari conoscere altri paesini, magari a settembre evitando i mesi di alta stagione, sia perchè i prezzi salgono alle stelle sia perche immagino sia presa d'assalto.
La vicinanza a Milano la rende perfetta per dei weekend toccata e fuga ma immagino sia davvero piacevole per vacanze più lunghe.