lunedì 30 gennaio 2017

Bullismo: riflessioni educative.

Sempre più spesso si sentono o si leggono notizie come le seguenti:
- << Padova, 12enne legato e frustato in palestra da tre compagni. La preside: "forse solo scherzo pesante">>  29/01/2017

- << Bullismo, picchiato dai compagni perchè è il primo della classe. Sette studenti sono stati denunciati dalla Polizia per stalking: hanno costretto il compagno a cambiare scuola. >> Rimini, 1/11/2016

- << Atto di bullismo in una scuola elementare di Firenze. Un giovane di 10 anni è stato vigliaccamente preso a pugni, calci, morsi e via dicendo da alcuni compagni di classe. >> 10/12/2016

Di fronte a notizie come queste, essendo una educatrice e pedagogista e una futura mamma, non posso non esprimermi.
La prima riflessione che mi sorge spontanea riguarda l'età di questi bulli: 10- 12 anni, non si tratta ancora di adolescenti, sono poco più che bambini, quindi da chi e dove avranno imparato a fare quello che hanno fatto? Che esempi seguono? 
Questa domanda mi conduce alla seconda riflessione: i genitori... e lascio tre puntini di sospensione appositamente. Chi sono i genitori di questi bulli? Che esempio offrono loro? Che tipo di educazione hanno impartito ai loro figli? 
Infine, mi stupisce e mi sconcerta la frase pronunciata dalla preside della scuola "forse solo uno scherzo pesante". Da un lato posso giustificarla pensando che sia un tentativo di evitare l'etichettamento degli alunni colpevoli di quell'atto; d'altra parte mi sconcerta pensare che una preside, a capo di una scuola, luogo di educazione, possa giustificare degli atti di tale gravità.
In contemporanea all'uscita di tali notizie si è scatenato il dibattito sui social, sugli stessi giornali e in diverse trasmissioni televisive, non ricordo dove, ma ho letto/sentito la domanda "ma chi deve assolvere primariamente il compito educativo?" ovvero, educare è compito dei genitori o della scuola? Su questa questione ho le idee molto chiare: i primi educatori sono i genitori !!! Come è possibile pensare che dei genitori non educhino un bambino? 
Riporto qui la definizione della parola educare tratta dal vocabolario Treccani:
educare v. tr. [dal lat. educare, intens. di educĕre «trarre fuori, allevare», comp. di e-1 e ducĕre «trarre, condurre»] (io èducotu èduchi, ecc.; ant. o poet. edùco, ecc.). – 1. In generale, promuovere con l’insegnamento e con l’esempio lo sviluppo delle facoltà intellettuali, estetiche, e delle qualità morali di una persona, spec. di giovane età: ei figliela gioventùebenemaleecon precetticon l’esempioeil popolo. Con determinazioni più precise: eal benealla virtùal vivere civileall’amor di patriaei giovani allo studioalla modestiaalla moderatezzaei figli nel timor di Dio2. a. Sviluppare e affinare le attitudini e la sensibilità (in modo assoluto o dirigendole verso un fine determinato): eil cuorela mentegli affettila volontàl’ingegnola fantasial’immaginazioneil gustoi sensieall’arteal culto della verità o della libertàel’orecchio a distinguere i suonia sentire la musicael’occhio a discernere i coloria intendere la pittura. Con questo sign. è usato anche il rifl. educarsi, affinarsi, sviluppare le proprie facoltà morali e spirituali, il proprio senso e gusto estetico. b. Più genericam., esercitare, avvezzare: eil corpo alle faticheil braccio al lavoroi buoi al giogo3. poet. Allevare, far crescere: estrano Il suol nativoe di sua prole ignaro Le meste anime edùca (Leopardi); Le fontane versando acque lustrali Amaranti educavano e vï0le (Foscolo). ◆ Part. pass. educato, anche come agg. (v. la voce).

Di conseguenza come pensare che il compito educativo sia da delegare solamente all'ambito scolastico (dall'asilo nido in poi) ???? E' logico che nel momento in cui il bambino entra nel mondo scolastico la scuola si pone come patner educativo della famiglia. Ma le basi vengono messe dai genitori. 
Ecco dunque un'altra riflessione: forse sarebbe il caso di smetterla di demonizzare le famose sculacciate, le sgridate e le punizioni come gesti di genitori retrogradi, poco dialoganti, o addirittura come maltrattamenti. Personalmente sono dell'opinione che una sculacciata o una sgridata date nel momento opportuno siano un valido strumento educativo, in grado di far comprendere al bambino che certi limiti non vanno superati.

Scusate lo sfogo, ma non potevo rimanere in silenzio su questo argomento. 
Da ultimo mi permetto di segnalare alcuni titoli di testi inerenti il bullismo: 
“Bulloni Svitati”, Sonia Loffreda e Giuliano Crivellente, Mela Music
“La coccinella prepotente”, Eric Carle, Mondadori
“Al bullo? Mi ribello”, Daniele Giancane, Adda
“Bull Over, Stop alla Prepotenza”, Patrizio Righero, Edb
“Il branco e la nebbia”, Martìn Casariego, Atmosphere Libri