martedì 27 giugno 2017

I dubbi delle mamme.....ma li avete anche voi??????

L'immagine che ho postato mi sembra eloquente, in questo post vorrei infatti parlare dei dubbi delle mamme.
Eccone alcuni che cercano di tenermi sveglia di notte (non ci fossero già le poppate di Pietro e il caldo infernale a interrompere il mio sonno! ).

- body si o body no????
ovvero con il caldo il body intimo va messo comunque ai bambini piccoli o no??
Personalmente sono del parere che il body asciughi il sudore...per cui sono per il si, certo che con 30 gradi all'ombra meglio solo il body.

- aria condizionata si o no????
io odio l'aria condizionata, ma riconosco che nei viaggi in macchina è molto utile tenerla accesa al minimo infatti ho constatato che Pietro suda molto meno facendo così.
Però sono contro l'aria condizionata sparata a 1000 in negozi e supermercati in quanto favorisce un bel raffreddore!

- acqua si o acqua no????
ovvero bisogna dare da bere acqua ai neonati allattati al seno?
Durante il corso pre-parto l'ostetrica ci ha detto che non è necessario dare acqua ai neonati allattati esclusivamente al seno in quanto si idratano bevendo dal seno e se viene somministrata l'acqua riempie lo stomaco del bambino senza però dare nutrimento; alcuni pediatri però suggeriscono di dare, soprattutto quando fa molto caldo, l'acqua con il cucchiaino o con il biberon.

- svezzamento o autosvezzamento????
ho osato fare questa domanda al mio pediatra e mi sono "sorbita" una predica di 30 minuti.... per ora noi non abbiamo ancora iniziato, il dubbio c'è....ma vi aggiorno a settembre.

Questi sono solo alcuni dei dubbi di una neo mamma.... spero di essere in buona compagnia e vi invito a condividere con me i vostri dubbi e le vostre opinioni.




mercoledì 21 giugno 2017

Copertine che passione!

Io che per natura sono freddolosa non potevo non sviluppare una passione per le copertine!
Finita la lunga stagione fredda, durante la quale ci siamo coccolati nel fantastico pile,  perche' diciamocelo pure, molto piu' pratico da lavare e veloce per i tempi di asciugatura   della lana, ho scoperto che Pietro odia i lenzuolini, appena sente che glielo metto scalcia e se lo toglie.
Ma come fare per le rare serate fresche e soprattutto quando si va in luoghi dove tengono l'aria condizionata a temperature glaciali???
Mi sono quindi messa alla ricerca di copertine primaverili/estive e da qui e' nata la mia nuova passione, tanto che quando Anna mi ha chiesto cosa avessi bisogno in occasione del battesimo le ho risposto "una copertina leggera!" .

Alla fine ho trovato queste (potete leggere le marche direttamente in foto) in mussola di cotone che permettono anche di essere utilizzate come copri sole, per coprirsi durante l'allattamento o come telo per avvolgere il neonato.
Sono molto comode e data la leggerezza asciugano in pochissimo tempo.

Naturalmente io non potevo non acquistarla di Winnie the Pooh; l'altra e' invece il regalo di Anna.

lunedì 19 giugno 2017

Mykonos sì, Mykonos no.



Eccoci tornati alla solita vitaccia dopo una settimana trascorsa nell'isola più fashion di tutta la Grecia.
Le mie impressioni sono un po' discordanti, per certi versi mi è piaciuta per altri meno: non ha la bellezza di Santorini ma il mare è decisamente stupendo ( anche se freddissimo).
Vediamo se riesco a rendervi l'idea con la lista dei pro e dei contro.
Cominciamo da questi ultimi:

1)Mykonos No, se sei una ragazza single in cerca dell'amore.
Ecco, non penso ci sia molto da aggiungere, ragazzi bellissimi ma con altri interessi. Meglio Ios.
2) No con bambini molto piccoli.
Forse sono stata sfortunata io ma non ho trovato una facile accessibilità ai prodotti alimentari specie frutta e verdura. Certo, se ti prendi un auto aggiri il problema, ma io in vacanza voglio avere se possibile il minimo indispensabile vicino. Se avete bambini grandi o che mangiano come voi, nessun problema.
3)No se non ami il mare freddo.
È oggettivamente ghiacciato, io che non so resistere all'acqua dovevo farmi forza per entrare. Forse giugno non è il mese più adatto, meglio luglio e agosto.

Consiglio invece una puntatina sull'isola se...
1) siete giovani, amate la movida e potete  permettervela, insomma ci si diverte abbastanza almeno da ciò che ho compreso dai ricordi di gioventù del coniuge ma ha dei costi non abbordabili.
2) amate il mare cristallino. Davvero bellissimo e pulitissimo,
3) amate i posti modaioli. Ci vanno i vip, è pieno di negozietti fighissimi e di ristoranti molto cool.

In tutti i casi l'aspetto migliore di una vacanza in Grecia resta a mio avviso la sua bellezza e la bontà della cucina che oltretutto è molto sana.
Che poi io, nonostante digiunassi al mezzogiorno e mangiassi pesce alla griglia e verdure alla sera e a onor del vero ho gustato un solo dolce in tutta la settimana , non sia dimagrita neanche un etto, è inspiegabile.
Non c'è verso che io torni al mio peso pre gravidanza e non capisco il perché.
Uffi.

lunedì 12 giugno 2017

Menù baby: un problema mondiale (iperbole ndr)

Da qualche giorno mi trovo a Mykonos con piccola iena al seguito.
Anche quest'anno torniamo nella nostra amata Grecia, in un'isola nuova a tutti, tranne che per Franci che qui fece l'ultima vacanza devasto con gli amici( io in quella stessa estate girovagavo a Santorini con le amiche), e proprio in Grecia iniziò il nostro destino insieme.
Si è dimenticato di dirmi il fanciullo o forse al tempo aveva altre priorità , della totale assenza di negozi di frutta e verdura. 
Pure nel paesino centrale, vendono tutto tranne che la base della nostra alimentazione.
Io qualche vasetto di sugo pronto e pastina me lo sono portato ma preferisco di gran lunga dare a Piccola iena la possibilità di provare la meravigliosa cucina greca così buona e così sana... l'anno scorso a  Corfù, pur con la costrizione di doverle preparare le pappette, avevo la possibilità di reperire verdure e frutta che frullavo essendo l'appartamento dotato di frullatore... quello sì che era un posto kids friendly.
Ma, visto che ormai la bimba mangia di tutto, scegliamo per lei le stesse nostre opzioni.
E in ogni ristorante, si sa, c'è il menù baby.
Prima di oggi non mi è mai capitato di imbattermi in queste simpatiche parole, la bambina ha quasi sempre mangiato a casa, salvo la pizza o una pasta al sugo.
In Liguria l'hotel preparava quello che chiedevo io e anche in Emilia-Romagna avevo più opzioni.
Ma il menù baby qui consiste in Hamburger con patatine fritte, pasta al sugo o alla carbonara( in Grecia!!!!!) e poco altro. Adesso che ci penso è lo stesso che trovi in Italia in qualsiasi ristorante e ho sempre scelto la pasta al pomodoro, il male minore.
Va bene forse per una sera ma ... tutta la settimana?possibile che i bambini non apprezzino altro? Si parla sempre di educazione alimentare e poi queste sono le proposte?
Io non sono un'integralista, Sveva mangia tutto quello che vuole ( nel limite del ragionevole)però più banalmente mi chiedo ma se alla creatura gli proponi 'sta sbobba per un periodo prolungato, riesce poi a non avere problemi intestinali ( se è un problema fastidioso per gli adulti figurarsi per i piccoli)???
In questa vacanza non avendo ad una portata ragionevole un supermarket dove  trovare materie  prime da cucinare mi sto affidando molto ai ristoranti convenzionati al nostro studios ( insieme di appartamentini).
Decisamente ho trovato nel menù per gli adulti piatti più adatti ad una bambina di 20 mesi.
Ho scoperto che il polipo sulla crema di fagioli le piace tantissimo e anche le polpette di zucchine o un ottimo risotto con verdure e formaggio fresco.
Solo una volta fino ad oggi ho trovato nel menù baby un piatto con pesce, verdure e riso, ero già galvanizzata da non dover chiedere una mezza porzione come faccio quando pesco dalla parte degli adulti,ma ecco che  il cameriere si premura di avvisarmi che il pesce è, ovviamente, fritto! E ti pareva...
Insomma, assolutamente bocciata la tipologia di piatti pensati per i bambini, non ci vuole molto per studiare qualcosa di più adatto.
Sarà mio interesse da oggi in poi, verificare, quando ne avrò occasione se solo io sono stata sfigata a trovare solo questo genere di offerte o se è diventata una pratica comune, proporre ai bambini solo cibi poco sani.
Qualcuno ha esperienze da condividere?
Io per il momento boicotto nella maniera più assoluta il menù baby.
( immagine presa dal web)

lunedì 22 maggio 2017

Su come vesto mia figlia e la passione per Muji

Quando ho scoperto che avrei avuto una figlia femmina, ho chiesto a tutti, gentilmente, se potevano evitare di regalarmi vestiti rosa (in effetti neanche le tutine in ciniglia mi facevano impazzire ma le ho rivalutate poi per la praticità del lavaggio)
Non mi è mai piaciuto come colore, neanche da piccola, trovo stia bene a pochi, vedi Gwineth Paltrow quando ha ritirato il suo oscar  e in piccole dosi.
Ho provato anche a guardare negli altri blog di mamme fashion, visto che  prima di tutto ne sono una grande lettrice ma anche lì a parte qualche spunto non ho mai trovato uno che mi ispirasse del tutto.
Vuoi che dovendo pubblicizzare dei prodotti a volte scelgono brand che non mi convincono o vuoi che non sempre posso permettermi i prezzi proposti.
Quindi ho deciso di stilare la mia personalissima lista di regole più il marchio che!mi fa impazzire e che ha un costo contenuto... ma procediamo con ordine:
1)Accettare il prestato. 

Detto e ridetto io ho la fortuna di avere una sorella che mi ha prestato il guardaroba della figlia.
In generale molte mamme una volta che i figli crescono tendono a voler liberarsi degli abiti dei pargoli ormai grandi, non penso sia difficile trovare qualcuno che vi aiuti, non vi servirà neanche chiedere.
Non ha senso comprare interi guardaroba tenendo conto quanto crescono in fretta, in più potendo contare su un patrimonio di base potete comprare meno vestiti ma investire sulla buona qualità.


2)Scegliere dei colori neutri come cardine del guardaroba.

A volte è difficile scegliere tra la miriade di vestiti delle bambine, diciamo che ci sono molte possibilità rispetto ai maschietti.
Io mantengo come colori principali : il blu, il bianco ,il grigio e se lo trovo il nero che è difficilissimo da trovare perché considerato troppo  lugubre.
Questo vuol dire che scarpe, giubbotti, pantaloni, cardigans ( che io preferisco alle felpe), sono per la stragrande maggioranza di questo colore.
Così  facendo posso comprare  magliette,felpe o pantaloni fantasia perché ci sono sempre le basi con cui abbinarle. Ovvio che questi sono i colori che piacciono a me, si può scegliere come base un altra paletta di colori ( il bianco ci deve essere sempre).

3) Attenzione a mischiare più fantasie.

Ultimamente con questa mania di mettere insieme più elementi , ho visto abbinamenti da arresto per mancanza di buon gusto, roba che se Enzo Miccio si occupasse di moda infantile alzerebbe bandiera bianca.
Bisogna davvero esserne capaci e non sentendomi io così portata mischio diversi fantasie solo se una di queste è a righe.( tipo pantaloni a righe bianche e blu con golfino bianco con fiori rossi).
In generale le fantasie mi piacciono molto, soprattutto quelle con fiori piccoli, frutti e animali. Più le piccole stampe piuttosto che grandi disegni.

Ampliando ancor più il discorso posso dire che mi piace lo stile un po' old style, ma mixato e odio invece lo stile " da adulti " con bomber, chiodi o con il logo dei marchi.
Venendo  al lato concreto, i punti in cui faccio shopping sono quasi sempre gli stessi, grandi catene e quando riesco qualche marchio più di nicchia.

Ma, la mia passione è senza dubbio la linea muji bimbi.
Bellissima, essenziale, prezzi contenuti e a lavarli e rilavarli rimangono sempre bellli.
Il vestito a quadrettoni l'ho usato durante le feste natalizie e tutti mi hanno chiesto dove l'avessi preso.
Insomma sono decisamente di parte ma onor del vero, sono sempre stata una fan anche per l'oggettistica.

Questa la mia personale lista. Se non vi piace pazienza, che siamo un blog sfigato lo sapete tutti, no?



giovedì 11 maggio 2017

In Italia, la famiglia nucleare è un fallimento.

La famiglia nucleare è considerata la più piccola unità sociale e base di una società in cui ha luogo non solo la riproduzione sociale ma anche quella biologica.
Si intende solitamente quella composta da mamma, papà e due figli.
Si dice sia stata sdoganata dai modelli proposti in TV come la mitica famiglia Cummingham in Happy Days e si assestò inizialmente in America per poi affermarsi negli ultimi decenni anche in una società più patriarcale come la nostra.
Oggi è la famiglia tipo di tutto il mondo occidentale.
Il detto "per crescere un bambino ci vuole un intero villaggio " Che continuo a sentire e risentire in questi giorni e che avevo dimenticato tra i miei appunti di antropologia culturale mi ha fatto parecchio riflettere.
Perché è tornato così di moda?
Semplice, perché il modello di famiglia non è più sostenibile ed anzi in piena crisi.
Lo è in tutti quei paesi dove il welfare non aiuta più i suoi cittadini, dove ti si chiede di farne tanti ma dove lo stato non ti regala nulla.
Lo è in Italia dove chi non può contare sui nonni dovrà prima o poi lasciare il lavoro.
Perché se non hai una cerchio più largo intorno a te non ce la puoi fare.
È così o forse se entrambi i coniugi hanno un buon stipendio possono contare su aiuti a pagamento o possono dare ai figli delle opportunità che altri non possono neanche sognare.
Il nido che è un'esperienza a mio avviso formativa per il bambino, il più delle volte è a pagamento e nella mia zona non esistono quelli comunali.
Se una mamma lavora a tempo pieno deve aspettarsi una retta intorno alle 700... e quando si ammala? Se non si ha qualcuno a cui appoggiarsi? Lì si manda al l'asilo ammalati? E il diritto del bambino di stare a casa e riposarsi?
Passiamo a un tema molto dibattuto: le scuole chiudono per tre mesi.
Il lavoro no, a meno che tu non sia una maestra.
Se hai genitori vicini o anche lontani da casa, magari al mare, puoi affidarli per periodi significativi altrimenti devi sborsare soldoni per centri estivi, oratorio ( un po' più contenuto) o babysitter. 
Chi non ha famiglia e una sicurezza economica che fa?

Risposte purtroppo non ne ho.
Le soluzioni forse, di certo ho delle pretese.
Pretendo che tutte le tasse che paghiamo ( siamo il paese in Europa più tassato) si trasformino in servizi alla comunità. 
Pretendo che lo stato abbia cura dei suoi cittadini e delle sue esigenze e pretendo che tutti i gradi scolastici siano pubblici o con contributi minimi.
Ma piuttosto che arrabbiarci contro uno stato che usa i nostri soldi per mantenere i privilegi e gli sprechi di pochi ce la si prende con gli extracomunitari, colpevoli per molti di rubarci le risorse.
Una sola certezza mi rimane: l'unica risorsa è la famiglia allargata, potersi appoggiare a qualcuno o per lo meno io non so come farei se non avessi i nonni ad aiutarmi.
Molto probabilmente avrei dovuto rinunciare al lavoro.
O a fare figli.
Spero solo che il concetto di comunità torni ad avere un senso anche in Italia.
Se qualcuno ha soluzioni più ottimistiche sono lieta di sentirle.


giovedì 27 aprile 2017

Passeggino, fascia o marsupio???

Affronto un tema spinosissimo: cosa e' meglio tra passeggino (inteso in tutte le sue declinazioni ), marsupio e fascia?
Noi li abbiamo tutti e 3!

Ho sempre pensato che il trio fosse fondamentale, poi non vivendo in una grande citta' ed usando poco (direi anche per nulla) i mezzi pubblici non lo trovo scomodo, l'unica pecca e' che non avendo un atrio dove riporlo devo montarlo e smontarlo tutte le volte e francamente la cosa diventa noiosa se si tratta di andare solo a prendere il pane.

Il marsupio ce lo hanno prestato....in verita' e' ancora nella sua scatola...non l'ho nemmeno rinfrescato perche' ho iniziato a sentire parlare di fascia (ma mai dire mai per il futuro).

Ecco, la fascia, inizialmente non ero molto dell'idea, complice aver visto una bimba dipendente da fascia (ovvero se mi togli urlo).... poi pero' mi sono informata e ho deciso di farmi/ci questo regalo.
Ho optato per un modello gia' semi strutturato (mi perdonino le puriste della fascia )essendo io imbranata con legature e simili, e' un modello certificato come ergonomico, ma allo stesso tempo non molto costoso.
Devo dire che dopo i primi giorni di "imbranataggine" mi trovo bene, la uso appunto in caso di uscite per brevi commissioni e mi ha permesso di andare a fare la spesona con Pietro senza occupare mezzo carrello con l'ovetto e senza dover essere per forza in due.
La cosa comica sono le reazioni che l'uso della fascia ha in paese (ribadisco non abito in una grande citta' e forse sono una delle poche mamme che porta il bimbo in fascia): il commento che sento piu' spesso e' "oddio c'e' un bambino li dentro", seguito da "ma respira", "e' tutto rannicchiato"  e la new entry di oggi "scusi ma non le fa male la schiena?" .

Un grazie di 💚 al mio cucciolo che mi ha permesso di scrivere questo post senza interrompermi....

martedì 25 aprile 2017

Ponte in Liguria


Non siamo mai stati tipi da ponte, io e Franci.
Nella nostra storia lunga ormai quasi tredici anni ne ricordo tre: Londra, Stoccolma e Parigi.
Il più delle volte la nostra filosofia era dedicarci ad un grande viaggione all'anno e risparmiare dove si poteva. Viceversa se decidevamo di partire era per esplorare capitali europea ancora sconosciute alla nostra sempre viva sete di nuovi luoghi.
Con i bambini si sa, un po' la musica cambia.
Sono fermamente convinta che si possa anzi si debba viaggiare con i bambini e penso solo all'anno scorso quando con una piccola iena di 5 mesi ci siamo trasferiti nella mia amatissima e mai dimenticata Londra e siamo stati in vacanza in Grecia.
Ma quest'anno sono entrati in gioco due fattori inaspettati a spingerci lontano da una puntatina in Norvegia (mio puntello insieme a Varsavia) e a tenerci stretti al cuore dell'amata odiata patria:
Primo, la cronica assenza di energie dovuta ad un mix letale di mancanza di sonno, stress da quotidiano e abbiocco che non permette di costruire un buon itinerario.
Secondo, un raffreddore con tosse di Svevina che perdura ormai dall'inizio del nido.
Così ho lanciato messaggi al marito con una certa delicatezza vista la sua riluttanza al trascorrere del tempo al mare piuttosto che a prendere un aereo e andarsene in giro per l'Europa.
"La bambina sta malissimo solo il mare può aiutare, se le passa il raffreddore non si sveglia più di notte".
Al pensiero di sei ore filate di sonno si è convinto e visto la non felice esperienza di gennaio a Riccione abbiamo optato per la sconosciuta Liguria.
 Io in trentatrè primavere ho pernottato  in questa regione solo due volte: una vacanza da adolescente nella riviera di Levante e un capodanno a Varazze nel 2010 e per una che abita vicino a Milano è decisamente un'anomalia visto che è il mare più vicino.
Non avevo dunque grandi aspettative, mi interessava solo far respirare quanto più iodio possibile alle narici di Sveva.
Il primo requisito è stata la vicinanza e ci siamo indirizzati alla riviera di Ponente.
 Siamo partiti sabato alle undici, la classica partenza intelligente allietata solo dalla quasi totale assenza di lamenti di Sveva causa lungo riposino ( si era svegliata alle 5.00 la simpatica).
Trovando lunghe code abbiamo deciso per un pit stop a Varazze.
Ora il problema principale di questi bellissimi paesini sono i parcheggi, consiglio vivamente di spostarsi in treno, una volta trovato dopo mille peripezie ci siamo addentrati nelle sue colorate e strettissime viuzze alla ricerca della famosa focaccia.
E non siamo rimaste delusi, anzi abbiamo decisamente esagerato.
Per Piccola iena mi ero portata da casa della mozzarella già tagliata che ha accompagnato a della focaccia liscia mentre io e il padre non abbiamo resistito alla focaccia di cipolle.
Mangiarla in riva al mare, con il pensiero dell'inverno e del grigio della città lasciati alle spalle, non ha davvero prezzo.


E già il pensiero della Norvegia ,si allontanava dai miei desideri...
Controllata la situazione traffico e avendo appurato una maggior fluidità nelle strade, abbiamo lasciato la spiaggia per raggiungere la nostra destinazione: Finale Ligure.
Francesco ha trovato una buona offerta all' Hotel Moroni.
Davvero bellissimo.
Atmosfera un po' anni 60, camera con terrazzo grandissimo da cui vedevi il mare e pasti superlativi.
Abbiamo optato per una mezza pensione, così durante il giorno eravamo liberi di girare senza vincoli ma a cena potevo tranquillamente chiedere piatti adatti a Sveva.
Non so voi ma quando usciamo a cena, il menù per bambini prevede solo pasta al pomodoro o cotoletta.
Le verdure queste sconosciute.
Mentre in albergo hanno preparato su mia indicazione , pesce con zucchine bollite la prima sera e passato di verdura con pastina la seconda,entrambi apprezzatissimi dalla piccola che ama molto gli ortaggi.
Sapendo che a cena potevo contare su pasti bilanciati,a pranzo eravamo più liberi: una caprese, un piatto con prosciutto e pane e frutta e yogurt per merenda.
 Dopo una cena super apprezzata anche dagli adulti, abbiamo fatto un giretto per il paesino che è davvero carino, con negozietti niente male ma non alla portata di tutti. Rispetto alla più conosciuta Romagna la Liguria appare più esclusiva, più per ceti medio alti,se ancora questa odiata parola ha un
 senso.
Domenica, l'unico giorno a totale disposizione, abbiamo deciso di conoscere il limitrofo borgo di Varigotti.

Una vera perla, tra l'altro collegato a Finale da una bellissima passeggiata tra rocce a strapiombo sul mare.

Anche il sole ha fatto finalmente capolino, regalandoci temperature quasi estive. Sveva è rimasta in body e non voleva far altro che giocare con i sassolini e pucciare i piedi nell'acqua del mare: rideva come una pazza ogni volta che le onde arrivavano, io ovviamente ero angosciata per la forza delle onde e la tenevo ben salda a me... un altro aspetto da non sottovalutare è che il mare qui diventa subito profondo.
Abbiamo giocato, pranzato sulla spiaggia e ci siamo un po' dedicati alla scoperta delle sue viuzze.
ho invidiato le loro belle piante di limoni, un frutto che amo e uso tantissimo in cucina.
Verso le 14, siamo tornati all'albergo, giusto in tempo di un sempre santo riposino.
Ma avevamo ancora voglia di mare e appena svegli ci abbiamo passato tutto il pomeriggio.
La sera approfittavamo della stanchezza della cucciola per bere qualcosa dopo cena, nel bar della piazzetta.

C'erano tantissime famiglie con bambini. Anzi con bambino.
Io e Fra abbiamo notato sia in albergo che per il paese famiglie con un solo pargolo: fotografia dell'Italia? Coincidenza? chissà.
Lunedì avendo a disposizione solo il mattino abbiamo deciso per un ultima full immersion di iodio per Sveva e dopo pranzo abbiamo salutato questo bellissimo paese stupendoci di quanto ad entrambi sia piaciuto e di quanti bei ricordi ha colmato la nostra memoria.
 Ci piacerebbe tornare, magari conoscere altri paesini, magari a settembre evitando i mesi di alta stagione, sia perchè i prezzi salgono alle stelle sia perche immagino sia presa d'assalto.
La vicinanza a Milano la rende perfetta per dei weekend toccata e fuga ma immagino sia davvero piacevole per vacanze più lunghe.


giovedì 30 marzo 2017

Le mamme non sono femministe

È passato quasi un mese dalla festa della donna ed è quindi da un po' che mi frulla questo post per la testa, nato grazie a una considerazione di un amico sfociata in uno scambio di battute.
Premetto che per me l'8 marzo è una festa importantissima e non me ne frega niente delle solite frasi scontate per cui dovrebbe essere sempre la nostra festa.
Stronzate. 
Quel giorno si ricordano delle donne morte in condizioni di sfruttamento, arse vive, non è una festa sciocca senza senso, per dire, pure per mia nonna era importante.
E non venitemi a dire che adesso tutto è diverso. 
Se tanto è stato fatto, lo dobbiamo anche a tutti quei movimenti che hanno combattuto per i diritti delle donne sia per ottenere il voto sia per la liberazione sessuale e personale come le femministe degli anni '70.
Ma ancora qualcosa dobbiamo risolverla: stipendi più bassi rispetto agli uomini, ospedali che non praticano l'aborto andando contro una legge voluta dal popolo e ultimo ma non per importanza la violenza sulle donne.
Detto questo il post del mio amico era un ironica considerazione sulle donne e proponeva due stereotipi differenti.
Il primo è quello che oggi va per la maggiore: una donna colta, in carriera, libera da legami sentimentali definitivi (matrimonio), libera da ogni tabù sessuale, in forma per piacere a se stessa.
Il secondo invece viene presentato, in sintesi, come coloro che accettano i ruoli imposti dalla società: moglie e madre.
Mi sono sempre considerata femminista.
La mia tesina della maturità sviluppava il tema dell'emancipazione femminile.
Per dire.
Eppure secondo quel giudizio io e tutte quelle che scelgono di riprodursi lo fanno perché obbligate.
Com'è possibile che appena decido di essere madre improvvisamente scelgo di obbedire alla società?
Dov'è finita la libertà personale? Abortire è femminista e fare figli è un riprodursi per lo stato?
Mi sono sentita offesa da queste parole ma poi ho dovuto convenire su quanto fossero ahimè condivise.
Essere mamma vuol dire mettere davanti le esigenze di qualcun altro, non avere più il lavoro come unico scopo, fare meno viaggi o non farli proprio, avere zero tempo da dedicare a se stesse, guardare molti meno TG, leggere meno libri assistere a meno mostre e concerti.
MA è la stessa cosa che succede all'altro membro della famiglia. Quello chiamato padre.
Anche lui subisce un ruolo? O si pensa ancora che al padre non succeda niente di tutto questo?
No, un uomo che diventa padre a quanto pare non è un reietto della società, è solo la donna che diventa démodé.
Poi ogni 2/3 mesi compaiono titoloni sul fatto che in Italia non si fanno figli.
Questo paese non lo capirò mai...







martedì 21 marzo 2017

3 oggetti indispensabili con un neonato

Rieccomi dopo un po' di latitanza dovuta sia alla nascita di Pietro che agli inconvenienti legati al nostro blog.

Sono mamma da 21 giorni e gia' in questo primo periodo di adattamento reciproco ho stilato una mia personale classifica degli oggetti piu' utili con un neonato.

Al 1° posto metto il cuscino dell'allattamento: io ne ho comprato uno (su un gruppo fb di mamme in cui si vendono articoli usati-seminuovi- nuovi per bambini ) molto lungo e con le microsfere all'interno.
Devo dire che l'ho sfruttato per gran parte della gravidanza.... appoggiandosi si fanno dei bellissimi sonnellini 😊 ed ora lo sto usando mentre allatto per sostenere Pietro e devo dire che a lui piace anche accoccolarcisi e dormirci per un po'.

2° posto in classifica per la culla Netx to Me della Chicco.
Mi e' stata prestata da Anna... all'inizio le avevo detto di non averne bisogno, dato che ho gia' la cesta dove dormivo io da piccola, poi pero' ho accettato il suo consiglio e l'ho portata a casa. Le prime notti sembrava non piacere al piccolo, ma sono giunta alla conclusione che essendo i primi giorni Pietro aveva ancora bisogno di contatto e percio' voleva dormire nel lettone o sul petto di mamma o papa'. Con il trascorrere dei giorni si e' abituato a dormire nel suo letto, facilitato anche dal fatto che la culla e' fatta per essere messa accanto al lettone e il bimbo puo' essere a diretto contatto con la mamma, infatti spesso si addormenta tenendomi un dito con la manina.

Infine al 3° posto metto le lucine per la notte.... veramente utili mentre allatto soprattutto mi permettono di non abbagliare ne' il bimbo ne' il marito.

..... grazie a Pietro che mi ha permesso di scrivere il post..... eccolo che reclama la sua pappa!

lunedì 13 marzo 2017

Piscina!!

Come già accennato, gli ultimi mesi sono stati per noi un po' duri tra visite, malattie e notti insonni avevamo bisogno di ritrovare un po' di spensieratezza e così dopo aver girato almeno 5 centri sportivi, sono riuscita a trovare un buco per fare un corso in acqua con la mia piccola iena... diciamo che avrei fatto meno fatica a trovar posto da Cracco, è da gennaio che ci provo!!
Domenica finalmente abbiamo esaudito il nostro sogno che per molti può trasformarsi in un incubo.
Si, lo so, fior fiore di mamme blogger hanno ampiamente dimostrato come il corso di nuoto nel suo continuo vesti svesti, asciuga, lava, asciuga e rivesti possa essere più faticoso dello spinning e con assai minor beneficio...ma che vi devo dire, io adoro la piscina, fin da piccola e anche se portare una bambina di 18 mesi vuol dire organizzare anche il proprio cambio oltre al suo visto che si entra insieme, sono effettivamente gasata.
Come al solito avendo zero fiducia in me stessa nutrivo una certa preoccupazione per la preparazione della borsa ma anni e anni di corsi mi hanno aiutato.
Ecco come ci siamo organizzate:
Il borsone di Cath and kidston è un regalino in ricordo della mia amata Londra ed è l'ideale perché ha lo scomparto per le scarpe e una busta interna dove riporre il cellulare, chiavi e portafoglio.
All'interno ho creato un sistema matriosca, o per meglio dire ho diviso in diverse borsette.
In una ho messo i prodotti da portarsi in doccia: ho acquistato questi due flaconcini discretamente piccoli di zerotre bio, mi trovo molto bene e il bagnoschiuma lo uso anche per me ma giusto per una sciacquata perché poi mi sistemo a casa.

Borsa pannolini dove tengo una scorta di quelli da piscina e quelli normali, ho deciso però di mettere un pannolino d'acqua direttamente nel borsone del cambio della bambina di modo che mi portò solo quello al fasciatoio.
Ho acquistato una borsa impermeabile dove metto gli articoli da piscina di Sveva e li rimetto dopo la lezione quando sono tutti bagnati per non inumidire il resto.
Ci aggiungo anche il mio costume e il mio accappatoio bagnati, per risparmiare tempo e non incasinarmi troppo il costume lo indosso prima di uscire da casa.
Infine mi porto una borsa di quelle che danno in regalo o in cui si infilano borse dove ripongo i vestiti asciutti mentre siamo in acqua.
Dividendo così non rischio di rivoltare il borsone ma so esattamente dov'è tutto, buste più piccole da portarmi direttamente al fasciatoio e alla doccia .
Per ultimo mi porto una vecchia salvietta che uso come traversina.
L'esperienza è stata bellissima, piccola iena si è dimostrata entusiasta e senza paura, adesso bisogna trovare il modo di fare un corso serale per favorire il riposo notturno visto che l'acqua la rilassa particolarmente.

sabato 4 marzo 2017

Quello che non ho...la pazienza

Sono mesi un po' duri per noi, così duri che fatico a trovare le parole per descrivere il turbine di emozioni che sto vivendo. 
Sveva ha fatto tanti progressi, indica quello che vuole, interagisce molto di più ed è sempre più pagliaccietta, ma ancora la parola latita... a volte dice "mamma" e ha iniziato a dire "meme" quando cerca il ciuccio, è particolarmente attratta dalle costruzioni e dai travasi.
Su consiglio della pediatra l'abbiamo inserita al nido, ci piace moltissimo e le sue maestre sono molto carine, solo che non c'è settimana in cui non si prende una malattia diversa e sono circa 2 mesi che non dormiamo, adesso per esempio vengo da due notti insonni di fila, causa raffreddore fortissimo.
Insomma, stanchi durante la settimana tra lavoro e notti insonni e distrutti durante il weekend perché non riusciamo mai a far nulla di carino e la cozzetta non si stacca neanche un secondo.
La cosa peggiore in assoluto che mi fa davvero impazzire e che non riesco a sopportare è il suo subire continui attacchi: mentre dormo mi infila le dita in bocca, nel naso, mi tira calci e si muove talmente tanto che non mi permette mai di dormire più di 30 minuti a fila nelle notti da incubo e durante il giorno vuole solo accomodarsi in braccio.
Sono uno straccio e sopra ogni cosa il fatto che ancora non parli mi preoccupa tantissimo visto che a causa del parto dobbiamo essere seguiti dalla neuropsichiatra e che ogni ritardo sulla tabella di marcia mi scatena una paura colossale anche se avendo oggi avuto rassicurazioni a riguardo sono decisamente più tranquilla.
Non è facile per me  gestire tutto questo: 
La stanchezza cronica, la preoccupazione e allo stesso tempo vivere con gioia il mio tempo con lei, fortuna che di progressi importanti ne abbiamo fatti!
Ma, sinceramente ,non pensavo fosse così dura e prego di trovare la pazienza per lasciarla vivere serenamente rispettando i suoi tempi e le sue caratteristiche perché non voglio trasmetterle la mia apprensione.
Non sempre si può ridere e sdrammatizzare riguardo alla maternità,
A volte è tutto maledettamente difficile.
E l'unica cosa che ci tiene su è l'amore che proviamo per loro.

mercoledì 1 marzo 2017

Fiocco azzurro in casa Ecoformiche

È arrivato Pietro !! Il primo uomo in casa ecoformiche.
Tanti baci alla bravissima mamma e al papà Valentino!

venerdì 10 febbraio 2017

Valigia per l'ospedale per il baby

Giunta ormai alla 36esima settimana di gravidanza e' tempo di preparare la valigia per l'ospedale....in realta' la mia e' gia' pronta da un po'.... oggi vi mostro cosa ho messo in quella del baby.

Dato che nell'ospedale in cui partoriro' il bimbo sta sempre con la mamma, non era necessario dividere i vestitini in sacchettini, ma io l'ho fatto per praticita' e per ordine (e su insistenza di una mia cara amica....anzi eco-amica! ).
Ho messo tutto l'occorrente per il baby nella borsa del passeggino:
- 4 cambi completi (tutina, body, calze, cappellino e bavaglina);
- 1 accapatoio;
- 1 copertina in pile;
- 1 detergente (in realta' non e' richiesto ma mi e' venuto un dubbio);
- qualche pannolino di scorta (l'ospedale ne fornisce una decina).

Poi ho preparato un paio di cambi di riserva che ho lasciato pronti e ben segnalati, in caso di bisogno il papa' dovra' solo portarmeli senza dovere cercare in giro per casa 😅!

lunedì 6 febbraio 2017

La mia idea sul bullismo

Scrivo anche io riguardo al tema bullismo poiché ho un'opinione diversa da Chiara.
Non mi capacito di un simile fenomeno, di come sia possibile che dei ragazzi si coalizzino contro uno solo, sentendosi dei duri.
Non capisco come non ci sia nessuno a spiegar loro, quanto siano miseri e vigliacchi: genitori e scuola hanno la loro responsabilità e su questo non c'è dubbio ma non penso che le  punizioni possano essere l'unica risposta.. detto che ,se scoprissi che mia figlia si diverte a minacciare i coetanei , mi arrabbierei in maniera incontrollabile.
Ma non basta. Il problema è a monte, nella mancanza di esempi validi, di modelli da seguire e perché no, di eroi da emulare.
Io molto spesso ho trovato nella lettura, nei racconti e nella vita reale persone a cui avrei tanto voluto assomigliare.
Ricordo il mio desiderio di portare come tesina di terza media la figura e l'impegno di Martin luther king, la mia ammirazione per personaggi che avevano a cuore la sorte degli ultimi, il coraggio di chi combatteva per giuste cause.
Li trovavo nella vita reale come nei libri, perché diciamoci la verità, la scuola da molto ma nel mio caso la letteratura molto di più... il signore degli anelli, Harry Potter, il discorso al parlamento nel "l'uomo che ride" di Hugo, i racconti di Rigoni Stern e tantissimi altri.
Forse quello che manca è un educazione all'eroe e al giusto, intesi come modello a cui tendere e come esempio che dia un senso alla normale quotidianità, per non subirla con il suo grigiore ma vivendo per migliorarla e per non essere un vile aguzzino ma il meglio di noi stessi.
C'è spazio oggi per questo tipo di educazione o a nessuno interessa più elevarsi?
MA ,dopo aver visto gente che fa code  di ore per mangiare pollo fritto piuttosto che passare questo tempo in libreria( a quanto pare pochissimi italiani leggono più di un libro all'anno), visitare un museo o stare semplicemente all'aria aperta mi chiedo cosa possiamo pretendere dalle nuove generazioni.

lunedì 30 gennaio 2017

Bullismo: riflessioni educative.

Sempre più spesso si sentono o si leggono notizie come le seguenti:
- << Padova, 12enne legato e frustato in palestra da tre compagni. La preside: "forse solo scherzo pesante">>  29/01/2017

- << Bullismo, picchiato dai compagni perchè è il primo della classe. Sette studenti sono stati denunciati dalla Polizia per stalking: hanno costretto il compagno a cambiare scuola. >> Rimini, 1/11/2016

- << Atto di bullismo in una scuola elementare di Firenze. Un giovane di 10 anni è stato vigliaccamente preso a pugni, calci, morsi e via dicendo da alcuni compagni di classe. >> 10/12/2016

Di fronte a notizie come queste, essendo una educatrice e pedagogista e una futura mamma, non posso non esprimermi.
La prima riflessione che mi sorge spontanea riguarda l'età di questi bulli: 10- 12 anni, non si tratta ancora di adolescenti, sono poco più che bambini, quindi da chi e dove avranno imparato a fare quello che hanno fatto? Che esempi seguono? 
Questa domanda mi conduce alla seconda riflessione: i genitori... e lascio tre puntini di sospensione appositamente. Chi sono i genitori di questi bulli? Che esempio offrono loro? Che tipo di educazione hanno impartito ai loro figli? 
Infine, mi stupisce e mi sconcerta la frase pronunciata dalla preside della scuola "forse solo uno scherzo pesante". Da un lato posso giustificarla pensando che sia un tentativo di evitare l'etichettamento degli alunni colpevoli di quell'atto; d'altra parte mi sconcerta pensare che una preside, a capo di una scuola, luogo di educazione, possa giustificare degli atti di tale gravità.
In contemporanea all'uscita di tali notizie si è scatenato il dibattito sui social, sugli stessi giornali e in diverse trasmissioni televisive, non ricordo dove, ma ho letto/sentito la domanda "ma chi deve assolvere primariamente il compito educativo?" ovvero, educare è compito dei genitori o della scuola? Su questa questione ho le idee molto chiare: i primi educatori sono i genitori !!! Come è possibile pensare che dei genitori non educhino un bambino? 
Riporto qui la definizione della parola educare tratta dal vocabolario Treccani:
educare v. tr. [dal lat. educare, intens. di educĕre «trarre fuori, allevare», comp. di e-1 e ducĕre «trarre, condurre»] (io èducotu èduchi, ecc.; ant. o poet. edùco, ecc.). – 1. In generale, promuovere con l’insegnamento e con l’esempio lo sviluppo delle facoltà intellettuali, estetiche, e delle qualità morali di una persona, spec. di giovane età: ei figliela gioventùebenemaleecon precetticon l’esempioeil popolo. Con determinazioni più precise: eal benealla virtùal vivere civileall’amor di patriaei giovani allo studioalla modestiaalla moderatezzaei figli nel timor di Dio2. a. Sviluppare e affinare le attitudini e la sensibilità (in modo assoluto o dirigendole verso un fine determinato): eil cuorela mentegli affettila volontàl’ingegnola fantasial’immaginazioneil gustoi sensieall’arteal culto della verità o della libertàel’orecchio a distinguere i suonia sentire la musicael’occhio a discernere i coloria intendere la pittura. Con questo sign. è usato anche il rifl. educarsi, affinarsi, sviluppare le proprie facoltà morali e spirituali, il proprio senso e gusto estetico. b. Più genericam., esercitare, avvezzare: eil corpo alle faticheil braccio al lavoroi buoi al giogo3. poet. Allevare, far crescere: estrano Il suol nativoe di sua prole ignaro Le meste anime edùca (Leopardi); Le fontane versando acque lustrali Amaranti educavano e vï0le (Foscolo). ◆ Part. pass. educato, anche come agg. (v. la voce).

Di conseguenza come pensare che il compito educativo sia da delegare solamente all'ambito scolastico (dall'asilo nido in poi) ???? E' logico che nel momento in cui il bambino entra nel mondo scolastico la scuola si pone come patner educativo della famiglia. Ma le basi vengono messe dai genitori. 
Ecco dunque un'altra riflessione: forse sarebbe il caso di smetterla di demonizzare le famose sculacciate, le sgridate e le punizioni come gesti di genitori retrogradi, poco dialoganti, o addirittura come maltrattamenti. Personalmente sono dell'opinione che una sculacciata o una sgridata date nel momento opportuno siano un valido strumento educativo, in grado di far comprendere al bambino che certi limiti non vanno superati.

Scusate lo sfogo, ma non potevo rimanere in silenzio su questo argomento. 
Da ultimo mi permetto di segnalare alcuni titoli di testi inerenti il bullismo: 
“Bulloni Svitati”, Sonia Loffreda e Giuliano Crivellente, Mela Music
“La coccinella prepotente”, Eric Carle, Mondadori
“Al bullo? Mi ribello”, Daniele Giancane, Adda
“Bull Over, Stop alla Prepotenza”, Patrizio Righero, Edb
“Il branco e la nebbia”, Martìn Casariego, Atmosphere Libri


sabato 28 gennaio 2017

Copertina a punto croce

Ecco come occupo parte del tempo libero che ho: ricamo.
Per la nascita del pupo ho preparato, tra le altre cose, una copertina/ copripiumino.... un ricamo impegnativo che mi ha dato pero' molte soddisfazioni!

domenica 22 gennaio 2017

Il passeggino è un accessorio fashion?

Come ben sapete, per sei mesi ho vissuto in uno dei luoghi con la più alta densità di ricchezza e benessere mondiale: il quartiere Kensington a Londra.
Dio, come mi manca.
Tornando a noi, nel febbraio 2016, mi apprestavo a trasferirmi con una bambina di 5 mesi in un altro stato. Non potevo portarmi dietro il passeggino del trio, troppo scomodo da piegare continuamente e inoltre le dimensioni risicate del nostro appartamento britannico ( circa 40 metri) mi imponevano soluzioni più adeguate.

Così, con poco tempo e poche idee sono andata in un negozio per bambini e ho preso il passeggino più leggero ed economico. Conscia dei viaggi aerei che avremmo affrontato ogni tot settimane, non potevo rischiare di ritrovarmi un super passeggino rotto al ritiro bagagli.
Allora il tema non mi entusiasmava neanche, per me uno valeva l'altro, mi interessava solo la leggerezza e la praticità visto che una volta tornati a casa doveva entrare nel bagagliaio della mia cinquecento.
Poi ho cominciato a frequentare i parchetti della mia zona, in particolare Holland park e notavo che le mamme si assomigliavano un po' tutte: belle, sempre in tenuta ginnica o per meglio dire con dei leggins molto fighi e questi passeggini con il marchio a cerchio.

Esattamente il contrario di me: uccisa dalle occhiaie e ingrassata, vestita con jeans , cappottino e mocassini ( sono Italiana baby, in tuta non ci esco a meno che non sia per campi con il cane) e con un passeggino, diciamo... low cost.
Ora, va bene che dei passeggini non fossi un'esperta ma quel marchio lo conoscevo anche io, per averlo visto ogni volta che un'attrice holliwoodiana ma anche nostrana, veniva paparazzata con pargolo al seguito: era il mitico bugaboo.
Cominciai a contarli per gioco e mi accorsi ben presto che a non averlo eravamo davvero in poche, forse turisti e "immigrate" come me, era ovvio che mi trovavo davanti ad un vero status simbol.

Precisamente lo status simbol delle madri. Quelle fighe lo sfoggiano e le altre lo guardano, con invidia!
Non scherzo! Cominciavo a subirne anche io il fascino, esattamente come per la Birkin.
Poi ho scoperto quanto costava ed era almeno il doppio rispetto al mio trio.
Al che tutto m è sembrato davvero ridicolo:
Veramente avrei speso così tanto per un oggetto che alla fin fine utilizzerei per circa tre anni?
Bello, bellissimo davvero, ma era il caso che mi facessi passare quella passione e in fondo non c'è voluto molto... ovvio che se uno se lo può permettere fa bene a prenderlo, ma per quanto sia più maneggievole e all'avanguardia non venite a dirmi che vale davvero una spesa così alta! Ammettiamo che si paga anche il suo prestigio, il suo essere un oggetto di culto, un accessorio di moda esattamente come la già citata borsa del mio cuore.
Va bene che la maternità ti cambia e che semmai facessi altri 5 figli magari un pensierino lo farei ...ma preferisco ancora viaggi e/o borse.
E di Victoria continuò ad invidiare di più il marito!!






giovedì 12 gennaio 2017

Cronaca d'inizio anno...

Vorrei iniziare questo post con la frase "leggete solo se siete veri coraggiosi", poi mi accorgo che in confronto a quello che succede nel mondo le mie son solo sfortune....

Il mio inizio d'anno e' stato alquanto influenzato, mi son presa un bel mal di gola con tanto di corredo di raffreddore moccioloso e tosse...il tutto senza scordarmi della mia condizione di gravida, che mi ha impedito di prender qualsiasi farmaco, ma di farmi amicissimi l'areosol e il pentolino dei suffumigi!
In realta' inizio ad accusare qualche malessere il 29 sera...ma il 30 sarei dovuta partire per la Liguria per trascorrere 4 giorni di vacanza con mio fratello e la sua famiglia..... notare bene l'ultimo spostamento prima della nascita del pupetto. Che si fa? Si va e nel frattempo sento la ginecologa che mi da' della pazza, dicendomi di chiudermi in casa, e mi prescrive aeresol e suffumigi.
Morale della favola?? Mentre vi scrivo sono ancora qui con l'areosol!!!!  E giuro che sono stata chiusa in casa dal 2 al 10 gennaio compresi!!!!
Per la cronaca dato che la situazione non migliorava, preoccupata per il benessere del bambino, dopo 4 gorni ho chiamato in ps che mi ha scongiurato di non presentarmi 😅...dato che avrei sicuramente peggiorato la mia situazione, ma mi ha dato il via libera all'assunzione di paracentemolo.

In tutti questi giorni ho vegetato tra divano e letto, pertanto non ho preparato la valigia del pupo e nemmeno lontanamente la mia; non ho pronta la culla e la navetta....e tanto il baby se la spassa sempre podalicamente!

Bhe', buon anno a tutti!

lunedì 9 gennaio 2017

... cronache di una vacanza sfigata.

Non mi prendevo una vacanza da luglio.
Periodo super stressato a quanto pare per mie ansie esagerate, ho voglia di vedere il mare ma avendo solo il ponte dell'epifania devo accontentarmi di quello di casa, scelgo l'Adriatico.
E ovviamente,visto che in una vita precedente sono stat di sicuro Hitler o Gobbels, becco la sciabolata artica.
Che, a dirla tutta è stata ampiamente prevista, ma né sms di mia madre né il cauto tentativo del marito mi hanno fatto desistere dal piano diabolico.
Partiamo giovedì dopo il lavoro, le valige preparate dalla sera prima e la pupa già mangiata. Arriviamo dopo un viaggio impegnativo grazie alla signorina scassamaroni e ci accoglie un vento che ci ributta indietro, così freddo che comincio a sospettare di aver sottovalutato la situazione. 
Avevo chiesto a Francesco di prenotare un albergo con la mezza pensione di modo da avere la possibilità di una cucina a disposizione almeno per la cena e ovviamente dopo la sua risposta affermativa che implicava una comprensione base della comunicazione, ha prenotato un albergo con la cucina chiusa. 
Disfo le valige e ho dimenticato il mio apparecchio per la notte, shampoo , balsamo,bagnoschiuma magliette intime e maglioni pesanti: in pratica ho messo solo camice carine per la sera, convinte che non saremmo usciti al freddo e al gelo.
Una valigia di merda, io che mi considero una maga della preparazione bagagli.
Il primo giorno non ci siamo potuti avvicinare al mare per le raffiche di vento che ti ributtavano indietro. La bambina era talmente spiazzata dal clima polare che se n'è stata buona buona nel passeggino sotto ben due coperte.
L'uniche note positive sono stati  gli abbondanti sonnellini di tutta la famiglia sotto shock per il vento, l'essere riuscita a finire un libro e lo shopping per Sveva in vista dell'imminente inserimento al nido.
E la piadina in tutti i luoghi e in tutti mari.
Ma la prossima volta se vado al mare in inverno mi butto sull'estero, tipo Dubai o le Canarie, altrimenti sto a casa.