giovedì 5 novembre 2015

Co- sleeping... Quando è tua figlia a scegliere

Alcuni mesi fa, quando Sveva se ne stava beata a tirar calci nella pancia, mia madre  e mia sorella hanno unito tutti i punti della fidaty card dell'esselunga per regalarmi il fantastico lettino Next.
La comodità stava nel poterlo agganciare direttamente al letto evitando così di doversi alzare tutte le volte.
Bellissimo, pensavo.
Una buona via di mezzo, poi quando sarà più grande la sposto nel lettino, sarà un passaggio graduale.
L'ottimismo evidentemente non mi porta bene poiché l'unico passaggio che stiamo vivendo è quello  dal next al lettone.
Non c'è niente da fare, ad una certa la sento fare i suoi versetti e la vedo che come un tricheco soffia per lo sforzo di cercare di buttare i piedini nel lettone e non so come si mette di traverso per venire da me.
Prima pensavo fosse solo una questione di fame, ma adesso che, incrociando le dita delle mani e dei piedi, riesce a tirare fino alla mattina presto, capisco che è proprio me che cerca.
Si, perché anche se la metto nel centro del lettone lei si muove fino a quando non mi arriva attaccata, attaccata.Se mi sposto allunga il piedino per sentirmi ,se mi giro di schiena si appiccica come un francobollo per poi prendermi a pugni e sberle quando decide che è ora di mangiare.
Alla fine ha deciso lei, come si trova meglio per dormire e questo mi ha fatto capire che una si può armare dei migliori propositi ma bisogna sempre fare i conti con l'indole della proprio figlio.
E la mia è una piccola cozza.
Io non ero convinta di questa scelta, soprattutto perché ho il terrore di schiacciarla, ma visto che da qualche giorno dormiamo per più ore,se si sveglia le do il ciuccio e non mangia più ogni 2 ore, mi godo questa piacevole tregua con buona pace del next.
Molti scelgono invece il Co- sleeping volontariamente, essendo i neonati i primati con il più lento sviluppo si pensa che sia ancor più fondamentale la vicinanza con la madre, in quanto il corpo materno continua a influenzare e regolare il bambino anche dopo il parto.
Io non sono una seguace di questa filosofia ma un po' come per tanti altri temi legati alla maternità, lascio che sia la realtà e la relazione in itinere con Sveva a indicarmi la strada.
Per ora ci troviamo bene così e non ho intenzione di cambiare ma vediamo il futuro cosa ci riserverà.