sabato 5 settembre 2015

Partorirai con dolore... E tua figlia ne pagherà le conseguenze.

Il 30 agosto 2015 con ben 5 giorni di anticipo  sul termine è nata la mia bellissima Sveva.
Mi avevano detto che non si prova subito un forte affetto, che il rapporto si costruisce e soprattutto pensavo di essere troppo sfinita per capire che stavo vivendo il momento più forte della mia vita: 
Niente di tutto ciò, l'ho amata dal primo istante e ho sofferto di non poterla prendere in braccio, ho potuto solo guardarla e quando ha sentito la mia voce finalmente ha aperto gli occhi... Ci siamo subito riconosciute.
Ma veniamo a tutto ciò che è stato prima di questo fatidico incontro.
Il mio parto è stata orribile, sotto diversi aspetti, soprattutto quello umano.
Ho iniziato ad avere le contrazioni ogni 7 minuti alle 2 di notte e alle 6 di mattina ne avevo già ogni 5 minuti, così sono andata in ospedale verso le 7.30 , mi sono sparata un monitoraggio dove già ero piegata in due per poi sentirmi dire dalla ginecologa di turno di tornare a casa e di aspettare le contrazioni ogni tre minuti. 
È stato terribile, non riuscivo a camminare neanche per il corridoio dell'ospedale, arrivata a casa mi sentivo morire e spaccare in due e così mi sono trovata piena di paura e dolore  mentre avrei avuto già bisogno di sentirmi accolta.
Dopo neanche due ore, visto l'aumentare delle contrazioni sono pure dovuta tornare per sentirmi dire da un'ostetrica: "cosa cavolo son qui a fare?" 

Solo che una volta rimessa al monitoraggio( di nuovo) una buon'anima si è accorta che sdoloravo  troppo e visitandomi mi ha trovato dilatata di 4 cm e mi si è rotto il sacco un minuto dopo. 
Da qui è partito un lunghissimo travaglio, allietato verso le 15 dall'unica nota positiva: l'epidurale. 
Giuro a quel punto avrei partorito solo con l'anestesista. Peccato che da quel momento in poi è entrata in turno l'ostetrica  che ha definitivamente rovinato tutto.
Primo continuava a darmi addosso per la scelta dell'epidurale, dicendo che per colpa della mia voglia di non soffrire il travaglio si allungava e cercava in tutti i modi di evitare di continuare il dosaggio.
Secondo ha affermato che capiva dalla mia psiche che non avevo la forza di partorire terzo voleva assolutamente farmi cambiare posizione nella fase della spinta mentre io gli dicevo che non mi sentivo a mio agio.
Fortunatamente alla fin fine ne è arrivata un'altra, peccato che intanto la fase espulsiva è durata più di un'ora, io ero stremata, volevo solo morire e non capivo più nulla.
Alle 22.44 finalmente Sveva ha visto la luce, esattamente 17 ore dopo, tuttavia visto lo sforzo lei è nata con diversi valori sballati e io avevo la febbre a 38 e valori sballati pure io per  cui mi sono sparata cicli di antibiotico.
Se mia figlia dovesse riportare conseguenze per questo parto scellerato, non so di cosa sarei capace, ma per ora mi hanno abbastanza rassicurato che la piccola sta bene.
Per finire in bellezza, dopo 17 ore di travaglio e diversi punti, visto l'uso della ventosa, mi hanno mandato a dormire senza neanche darmi la tachipirina così invece di riposarmi ho sdoloravo tutta notte e visto che già ero stata attaccata tutto il giorno per l'anestesia non avevo voglia di sorbirmi l'ennesima predica e non l'ho chiesta.
Questa è stata la mia esperienza e onestamente mi sento di dire che alcuni ospedali sono tornati nel medioevo e questo osteggiare l'analgesi non capisco se sia dovuto al costo che comporta all'ospedale o per oltranzismo cattolico, quello che è certo è che Sveva ha sofferto e questo non lo perdonerò mai e non farò mai più un'esperienza del genere.
Ma è una posizione  che va combattuta!Perché la donna deve soffrire così? Perché per qualsiasi altro dolore c'è un rimedio e per il parto no?  
Alla prossima puntata, il fantastico resoconto del mio soggiorno in ospedale!!