mercoledì 15 luglio 2015

Riflessioni sulla maternità

8 mesi di pancia e caldo africano... Bene, molto bene.
Che dire? Cerco di tenermi attiva ma allo stesso tempo sono  stanca, dormirei continuamente e mangerei solo gelato, pasta e frutta... Oramai la mia dieta è questa.
Sono arrivata a 9 kg e mi attende, presumo, un cazziatone dalla ginecologa .
Dite che le devo confessare la doppia panna cotta ai mirtilli che mi sono sparata nel weekend o è meglio sorvolare sullo scomodo dettaglio??
Ho preparato la valigia per l'ospedale, magari ve la mostrerò presto, e cerco di arrangiarmi con buste e bustine riciclate negli anni, anche se non ho resistito ad un fantastico beauty-case di oysho.
Anche per la bambina non ho preso molto perché mia sorella e la mia nipotina adorata mi hanno dato veramente tutto, non potrei essere più fortunata di così.
Il trasloco procede a rilento, dovrei starci più dietro e il marito lo vedo appena. Lavorando nel turismo è il suo mese di fuoco.
Quindi come passo le mie giornate, vi chiederete, voi, immaginari lettori?
Spiaggiata in casa dei miei genitori, poveri loro e cercando di farmi un'idea personale sul nuovo ruolo che mi appresto a coprire, quello di madre.
Leggo libri, ma soprattutto giro sui blog del settore... Non l'avessi mai fatto.
Non so se sono io la strana, senza alcun istinto materno o con una netta propensione ad essere una madre degenere ma trovo che alcune persone perdano il lume della ragione . 
In alcuni casi sembra di essere tornati indietro nel medioevo.
1) il bambino deve sempre stare attaccato alla madre perché il contatto fisico è fondamentale.
Ok, vero anche io penso che la coccola sia la prima forma di comunicazione e mi piace spupazzarmi i bambini ma, allo stesso tempo, il primo regalo che ho fatto ad amiche e sorella quando aspettavano è stata la sdraietta: una salvezza, nel caso tu desideri farti una doccia, correre in bagno per altri meno nobili motivi, mangiare, telefonare, truccarti.
Non sapevo di stare compiendo un vero e proprio sabotaggio al rapporto neonato-madre, avrei dovuto pensare ad una fascia africana. Stupida io!
 2 ) l'allattamento ad oltranza: ok qui potrei scatenare l'inferno ed essere minacciata di morte dal partito "protette".
Non so da quando tutto ciò è cominciato ma a quanto pare viene considerato positivo allattare i bambini fino, tenetivi forte, ai 5 anni... O fin quando lo chiede.
Sicuramente sono io che non capisco, che sottovaluto l'importanza del momento e delle proprietà nutritive del latte materno MA, ecco,  io lo trovo un filino esagerato.
Sia per il punto 1che per il punto 2 mi chiedo se quando per forza di cose dovremo separarci perché riprenderemo il lavoro e non potremo portarcelo sulla schiena per tutta la giornata, come in altre culture, come vivranno questi bambini il distacco forzato?
Dal poco della mia esperienza passata di educatrice di nido, posso dire con certezza che sarà dura.
Di solito i bambini poco abituati a stare con altre persone oltre alla mamma e soprattutto quelli che cercano consolazione dalla "tetta" hanno degli inserimenti duri e difficili e per le rispettive madri è lo stesso, il problema principale è l'impossibilità di consolazione perché ovviamente l'educatrice non può allattarlo.
 Posto che ognuno è libero di scegliere il modello educativo che più l'aggrada e non giudicare le scelte altrui, non trovo tra i commenti delle diverse visioni molto rispetto reciproco soprattutto da parte della fazione integralista e in tutto questo cerco di farmi un'idea e devo dire che aiuta prendere in considerazione più punti di vista e riflettere su aspetti che davi per scontati.
La prima decisione è stata sul parto: in casa o in ospedale?
Non ho dovuto pensarci molto, è il primo parto, sono un'ansiosa cronica, ho bisogno di certezze quindi vada per l'ospedale.
Speriamo bene...