sabato 22 febbraio 2014

Orecchini con le cialde

Uno dei miei hobby è quello di creare bijoux con perline e altri materiali, anche di riciclo, uno dei miei materiali preferiti sono le cialde del caffè di marca Nespresso.
Ecco come creare dei semplici, ma comunque molto carini orecchini.

Occorrente:
- 2 cialde Nespresso
- monachelle
- anellini
- pinze

A parte le cialde trovate tutto il materiale nei negozi di hobbistica, in quelli di bricolage e in alcuni casi anche nelle mercerie.

Procedimento:
prendete le cialde, svuotatele dalla polvere di caffè eliminando la parte forata alla base, lavatele bene e mettetele ad asciugare, consiglio di compiere questa operazione almeno 3 giorni prima di fare gli orecchini.


Tagliate la calottina superiore

E poi tagliate la cialda per il lato lungo, avendo l'accortezza di iniziare a tagliare dalla base

Quindi lavorate la cialda aiutandovi con una pinza a punte tonde, arrotolate su se stessa la cialda

Rifinite la sommità degli orecchini tagliandoli pari e ripiegate un piccolo pezzo, quindi con l'ausilio di un grosso ago bucate la sommità, infilate gli anellini, il numero potrà variare a seconda della lunghezza che volete dare ai vostri orecchini, completate mettendo le monachelle.


martedì 18 febbraio 2014

Burro cacao homemade



Ingredienti: 
Un cucchiaino di cera d'api
1 di burro di karite'
1/2 cucchiaino di olio di mandorle
Sciogliere gli ingredienti a bagnomaria  fino a quando sono ben amalgamati poi versare in un vasetto sterilizzato . Ricetta trovata su un giornale, facile e utilizzabile anche come idea regalo !!!

mercoledì 12 febbraio 2014

Raffreddore addio!

Tempo di raffreddore...in realtà io ne soffro perennemente, ecco alcuni rimedi naturali per contrastarlo e sconfiggerlo.
Tra i più classici rimedi naturali gli intramontabili suffumigi, tramite il vapore decongestionano il naso , fluidificano il muco in eccesso e ne facilitano l'espulsione. Si preparano mettendo in una baccinella con acqua bollente foglie di eucalipto e timo, unire quindi qualche goccia di pino mugo e un paio di cucchiai di sale grosso; si respira il vapore tenendo coperta la testa.

Si può anche preparare un olio benefico da mettere nelle narici. Bisogna procurarsi vari tipi di foglie e bacche: alloro, origano, eucalipto, menta e gemme di pino mugo che hanno proprietà astringenti, decongestionanti e anestetizzanti. Una volta fatte a pezzi le foglie vanno messe in un vasetto ermetico e coperte con olio extra vergine d'oliva, il composto va fatto riposare per 15 giorni, ogni tanto va agitato. al termine dei 15 giorni filtrare il composto con una garza a maglie strette, conservare l'olio in una boccetta con contagocce.


Per i più piccoli è indicato un balsamo da spalmare preparato sciogliendo in un pentolino un cucchiaio di burro di karitè e miscelandolo, prima che solidifichi, con 50 gocce di olio essenziale di pino mugo. Conservare il composto in frigorifero.

lunedì 10 febbraio 2014

Riflessioni: Qualità vs Quantità

 è inutile negarlo... la moda mi piace un sacco, mi piace sfogliare le riviste, sognare guardando abiti fantastici e ogni tanto gratificarmi con qualcosa che mi valorizza e mi fa stare bene.
Negli ultimi tempi la moda è molto cambiata, ci si può permettere di vestirsi bene anche senza spendere un capitale, le marche low cost ti permettono davvero di poterti rifare un guardaroba senza spendere eccessivamente e tante volte quando vedo magliette di super griffe che costano 150 euro mi viene una rabbia e penso: " Ma come si fa a proporre dei prezzi del genere? Poi gli stilisti si lamentano che l' alta moda è un settore a rischio... ci credo!!".
Perchè questa differenza abissale di prezzo? Si paga il marchio o veramente un capo per essere fatto bene e senza sfruttare nessuno ha un prezzo così elevato?
Durante i primi anni di università, avevo bisogno di una giacca invernale, io sono freddolosissima e al tempo andava di moda una marca precisa, molto costosa... beh appena l'ho indossato in negozio mi sono sentita avvolta da un morbido calore, la forma adattissima alla mia figura nè troppo corta nè troppo lunga, di colore nero. Il prezzo era davvero elevato ma i miei genitori me lo comprarono profetizzando: " Questo ti dura per tanti anni".
E fu così, anche oggi che sono passati ben 8 anni, lo indosso quasi tutti i giorni e sembra ancora nuovo, attuale e mi proteggedal freddo come il primo giorno... mentre altri piumini comprati in precedenza dopo qualche anno mi abbandonavano.
Quanti vestiti low cost invece si buttano dopo una stagione? si acquista un sacco, visto che è più abbordabile e dopo diventa solo un grande cumolo di rifiuti.
Quindi, per arrivare alla conclusione di questo mio lungo discorso, la domanda è: è meglio investire in pochi semplici abiti di qualità o lanciarsi completamente nella moda low cost, ritrovandosi spesso a dover cambiare look?
Negli ultimi anni mi sono buttata solo sul low cost ma ultimamnete ho deciso di provare ad uscire dalla grande distribuzione e puntare su qualche capo che durerà , da conservare perchè ritornano sempre... ( Se penso che mia mamma ha buttato la maggiorparte del suo guardaroba anni 70 mi viene da piangere, ma ahimè ancora non si parlava di Vintage)...
Qual'è secondo voi un capo per cui vale la pena spendere perchè ci resterà sempre?
Ecco a voi la mia personale risposta!

mercoledì 5 febbraio 2014

Giornata Nazionale contro lo Spreco Alimentare

 Oggi, 5 febbraio, si celebra la PRIMA GIORNATA NAZIONALE CONTRO LO SPRECO ALIMENTARE, giornata nata da un'idea del ministero dell'Ambiente per recuperare e prevenire lo spreco alimentare.

In base ai dati della FAO ogni anno si buttano via in tutto il mondo 1,3 miliardi di tonnellate di avanzi!!!!
Questo quantitativo è pari a 1/3 di tutto il cibo che si produce e a ben 4 volte quanto potrebbe servire a nutrire quasi tutto il miliardo di persone che soffre la fame. 
E ogni famiglia italiana butta in media 200 grammi di cibo alla settimana; in Italia ogni anno vengono sprecate 8,7 miliardi di derrate alimentari.

Questa potrebbe essere un'occasione d'oro per riflettere su quanto a casa nostra siamo in grado di recuperare e invece su quanto sprechiamo e buttiamo seppur ancora buono.
Potrebbe essere anche l'occasione per diffondere iniziative quali quelle proposte da diverse associazioni di volontari che raccolgono cibo buono da alimentari, gastronomie, pasticcerie, forni e altri negozi, cibo che verrebbe buttato e che invece viene utilizzato e consumato nelle mense dei poveri, nelle caritas, dalle associazioni che aiutano i più poveri.

Detersivo per lavastoviglie home made

Ingredienti:
8 limoni
800 ml di acqua
300 gr di sale fino
200 ml di aceto

www.greenme.it


Fate bollire i limoni, poi tagliateli a pezzetti, eliminando i semi e frullateli.
Unite l'acqua, l'aceto e il sale, fate bollire il tutto mescolando.
Otterrete 500 ml di ottimo detersivo, che non dovrà essere nè troppo liquido nè troppo denso.

Deodorante home made

Ingredienti:
2 cucchiaini di bicarbonato di sodio
2 cucchiaini di amido di mais
15 gocce di olio essenziale di tea tree oil

Versate in un barattolino il bicarbonato e l'amido di mais, quindi unite l'olio essenziale di tea tree (oppure la profumazione che preferite), mescolate il tutto e il vostro deodorante è pronto.

Il costo è di 0,70 euro!!!!!

Il bicarbonato di sodio è ottimo per l'eliminazione dei cattivi odori, mentre l'amido di mais ha un grande potere assorbente e l'olio essenziale aumenta il potere antibatterico e astringente.

I love ecodosi!

Il titolo del post dice tutto: da quando sono entrate sul marcato non posso farne a meno!
Sto parlando dei detersivi in formato ecodosi, li trovo pratici, mi permettono di dosare la giusta dose di detersivo per il mio bucato e ho anche scoperto che mi permettono di risparmiare.


Il risparmio è dato dal fatto che:

- permettono di lavare a 30° ottenendo lo stesso risultato del lavaggio a 40°, facendo però risparmiare fino al 35% di energia, documentandomi ho scoperto che questo processo è possibile grazie alla presenza di enzimi di sintesi, ovvero sviluppati in laboratorio, che copiano quelli presenti in natura, microrganismi oceanici in grado di digerire le alghe e mantenere pulito l'intero ecosistema.

- essendo già pre-dosati permettono di ridurre gli sperchi di prodotto, 28 ml contro i 70 ml di una dose normale, e gli imballaggi del 40%.

Un aspetto negativo? Non sono adatti ai tessuti delicati come lana e seta.

lunedì 3 febbraio 2014

Car sharing

"Milano è ormai la capitale italiana dello sharing, grazie al grande successo dei servizi che offre, e sta proseguendo nella svolta verso una mobilità sempre più sostenibile in vista di Expo 2015", questa la dichiarazione di  Pierfancesco Maran assessore alla Mobilità e Ambiente del comune di Milano.

Premetto che il "fenomeno" non è  a me noto, nel senso che vivendo nella verde brianza per necessità lavorative uso spesso la macchina, ma se posso vado a piedi o in bicicletta, trovando spunto da un articolo apparso sul "IL GIORNO" ho deciso di parlare del car sharing, in quanto è sicuramente un fenomeno eco.

Come funziona il car sharing???
Ti serve la macchina?? La prendi, la usi, quando hai finito la lasci in strada. Paghi con carta di credito, la tariffa varia tra i 25 e i 45 centesimi al minuto. Non si paga il carburante, nè la sosta sulle strisce blu e nemmeno l'Area C. Bisogna iscriversi tramite registrazione internet.

Quante persone lo usano???
90mila sono gli iscritti a Milano, dove l'amministrazione comunale ha promosso un bando.
1.265 le vetture in condivisione attualmente in circolazione a Milano.

E i vantaggi per l'ambiente????
Uno studio del Politecnico ipotizza che ogni auto in condivisione possa far sparire dalla circolazione 12 vetture private.

Ecco alcuni gestori di car sharing:
- www.enjoy.eni.com

- www.car2go.com/it/milano

- www.atm.it/it/guidami

-www.eqsharing.it