sabato 1 novembre 2014

Riflessioni: cucinare come atto rivoluzionario

Mi sono imbattuta nell'ostico saggio di Micheael Pollain, un famoso giornalista californiano, seguito anche dalla first lady,che tratta dell' importanza del cucinare nella società di oggi.
L'autore sostiene che sia l'atto più rivoluzionario per salvare il pianeta perché ci permette di combattere l'industria alimentare con un semplice gesto ma cosa ancora più importante di riconnetterci con la natura, i suoi ritmi e le sue stagioni.
"Non cucinare è una rinuncia. Significa che diamo potere all'industria alimentare e noi non scegliamo ma deleghiamo"  e ancora " perdiamo il controllo su quello che assumiamo con il cibo: quanti grassi, quanto sale , quanti zuccheri, quali condimenti arrivano al nostro organismo con il cibo industriale? Non lo sappiamo ma se cuciniamo si!"
Il libro affronta diversi tipi di cucina: la griglia, gli stufati, la panificazione e la fermentazione e in certi punti è un po' tedioso, tuttavia il messaggio di fondo è molto importante... Fare qualcosa ci fa sentire meno dipendenti e più orgogliosi delle nostre capacità !
Ovviamente in Italia non siamo ancora    Ai livelli americani ma a quanto pare sempre più acquistiamo cibi precotti , surgelati e riduciamo il tempo in cucina ed è un peccato nel paese noto per le sue virtù gastronomiche... Insomma c'è molto su cui riflettere !!