lunedì 26 maggio 2014

L'arte di correre.

Ho sempre odiato correre.
Non mi piace avere l'affanno, sentire il fiato che manca, le gambe pesanti e il dolore al fianco.
Tuttavia, grazie all'esempio di un amico maratoneta e al bisogno di tenermi in forma senza dover sborsare soldi per una palestra che sapevo avrei abbandonato nel giro di un mese, ho cominciato a pensare che la corsa facesse al caso mio.
Il problema  è che nessuno ti controlla, non hai un orario dedicato o un istruttore che ti sprona: tutto dipende da te, dalla tua buona volontà. Nel mio caso o mi davo un obiettivo preciso o ogni sera avrei cercato un motivo per trovare di meglio da fare ... senza dovermi sforzare più di tanto.
Conoscendo la mia pigrizia  ho deciso che solo iscrivendomi a delle gare avrei trovato lo stimolo per impegnarmi. Per ora ho fatto solo una 16 km ad Anversa e settimana prossima parteciperò alla " we own the night" organizzata dalla Nike.
Il dover prepararsi per partecipare a questa gare mi da una motivazione che altrimenti non avrei, soprattutto quando si convide l'impegno con gli amici.
Ecco i miei pensieri e stati d'animo mentre corro:
 Nei primi momenti delle mie sedute mi maledico per cacciarmi tutte le volte in queste situazioni, subito dopo sento le gambe pesanti e mi dico " Mi sa che oggi non riesco a fare molto". Tengo duro, non permetto al mio corpo di di prendere il sopravvento e alla mia testa di accettare la rassegnazione. No, sono più forte di tutto, raggiungerò il mio obiettivo... non mollo!!  Comincio a pensare ad altro, spesso al lavoro e alle sue dinamiche che tanto mi stressano, oppure alle mille incombenze che mi aspettano... così non mi accorgo che la strada procede e corpo e mente si sintonizzano, cerco di respirare bene, scrollo le braccia. Adesso penso solo che sto bene, posso permettermi di fare qualcosa in più, di spingermi un pochino più in là!
Raggiunto il mio obiettivo, sono piena di felicità e fiera di me stessa. Respiro, il mio cuore pian piano torna tranquillo, mi dedico allo streching e mi sento piena di forza.
La corsa continua ad essere per me non un piacere, ma una sfida.
E' un continuo confronto con la personale capacità di gestire la fatica, i propri limiti e quel pensiero che ho  in testa e che mi dice " Lascia perdere" ed è per tutte queste ragioni che ho imparato ad apprezzarla, la vivo come una disciplina per corpo e mente più che come uno sport.
Per chi vuole iniziare consiglio il libro di Murakami " l'arte di correre".