mercoledì 21 giugno 2017

Copertine che passione!

Io che per natura sono freddolosa non potevo non sviluppare una passione per le copertine!
Finita la lunga stagione fredda, durante la quale ci siamo coccolati nel fantastico pile,  perche' diciamocelo pure, molto piu' pratico da lavare e veloce per i tempi di asciugatura   della lana, ho scoperto che Pietro odia i lenzuolini, appena sente che glielo metto scalcia e se lo toglie.
Ma come fare per le rare serate fresche e soprattutto quando si va in luoghi dove tengono l'aria condizionata a temperature glaciali???
Mi sono quindi messa alla ricerca di copertine primaverili/estive e da qui e' nata la mia nuova passione, tanto che quando Anna mi ha chiesto cosa avessi bisogno in occasione del battesimo le ho risposto "una copertina leggera!" .

Alla fine ho trovato queste (potete leggere le marche direttamente in foto) in mussola di cotone che permettono anche di essere utilizzate come copri sole, per coprirsi durante l'allattamento o come telo per avvolgere il neonato.
Sono molto comode e data la leggerezza asciugano in pochissimo tempo.

Naturalmente io non potevo non acquistarla di Winnie the Pooh; l'altra e' invece il regalo di Anna.

lunedì 19 giugno 2017

Mykonos sì, Mykonos no.



Eccoci tornati alla solita vitaccia dopo una settimana trascorsa nell'isola più fashion di tutta la Grecia.
Le mie impressioni sono un po' discordanti, per certi versi mi è piaciuta per altri meno: non ha la bellezza di Santorini ma il mare è decisamente stupendo ( anche se freddissimo).
Vediamo se riesco a rendervi l'idea con la lista dei pro e dei contro.
Cominciamo da questi ultimi:

1)Mykonos No, se sei una ragazza single in cerca dell'amore.
Ecco, non penso ci sia molto da aggiungere, ragazzi bellissimi ma con altri interessi. Meglio Ios.
2) No con bambini molto piccoli.
Forse sono stata sfortunata io ma non ho trovato una facile accessibilità ai prodotti alimentari specie frutta e verdura. Certo, se ti prendi un auto aggiri il problema, ma io in vacanza voglio avere se possibile il minimo indispensabile vicino. Se avete bambini grandi o che mangiano come voi, nessun problema.
3)No se non ami il mare freddo.
È oggettivamente ghiacciato, io che non so resistere all'acqua dovevo farmi forza per entrare. Forse giugno non è il mese più adatto, meglio luglio e agosto.

Consiglio invece una puntatina sull'isola se...
1) siete giovani, amate la movida e potete  permettervela, insomma ci si diverte abbastanza almeno da ciò che ho compreso dai ricordi di gioventù del coniuge ma ha dei costi non abbordabili.
2) amate il mare cristallino. Davvero bellissimo e pulitissimo,
3) amate i posti modaioli. Ci vanno i vip, è pieno di negozietti fighissimi e di ristoranti molto cool.

In tutti i casi l'aspetto migliore di una vacanza in Grecia resta a mio avviso la sua bellezza e la bontà della cucina che oltretutto è molto sana.
Che poi io, nonostante digiunassi al mezzogiorno e mangiassi pesce alla griglia e verdure alla sera e a onor del vero ho gustato un solo dolce in tutta la settimana , non sia dimagrita neanche un etto, è inspiegabile.
Non c'è verso che io torni al mio peso pre gravidanza e non capisco il perché.
Uffi.

lunedì 12 giugno 2017

Menù baby: un problema mondiale (iperbole ndr)

Da qualche giorno mi trovo a Mykonos con piccola iena al seguito.
Anche quest'anno torniamo nella nostra amata Grecia, in un'isola nuova a tutti, tranne che per Franci che qui fece l'ultima vacanza devasto con gli amici( io in quella stessa estate girovagavo a Santorini con le amiche), e proprio in Grecia iniziò il nostro destino insieme.
Si è dimenticato di dirmi il fanciullo o forse al tempo aveva altre priorità , della totale assenza di negozi di frutta e verdura. 
Pure nel paesino centrale, vendono tutto tranne che la base della nostra alimentazione.
Io qualche vasetto di sugo pronto e pastina me lo sono portato ma preferisco di gran lunga dare a Piccola iena la possibilità di provare la meravigliosa cucina greca così buona e così sana... l'anno scorso a  Corfù, pur con la costrizione di doverle preparare le pappette, avevo la possibilità di reperire verdure e frutta che frullavo essendo l'appartamento dotato di frullatore... quello sì che era un posto kids friendly.
Ma, visto che ormai la bimba mangia di tutto, scegliamo per lei le stesse nostre opzioni.
E in ogni ristorante, si sa, c'è il menù baby.
Prima di oggi non mi è mai capitato di imbattermi in queste simpatiche parole, la bambina ha quasi sempre mangiato a casa, salvo la pizza o una pasta al sugo.
In Liguria l'hotel preparava quello che chiedevo io e anche in Emilia-Romagna avevo più opzioni.
Ma il menù baby qui consiste in Hamburger con patatine fritte, pasta al sugo o alla carbonara( in Grecia!!!!!) e poco altro. Adesso che ci penso è lo stesso che trovi in Italia in qualsiasi ristorante e ho sempre scelto la pasta al pomodoro, il male minore.
Va bene forse per una sera ma ... tutta la settimana?possibile che i bambini non apprezzino altro? Si parla sempre di educazione alimentare e poi queste sono le proposte?
Io non sono un'integralista, Sveva mangia tutto quello che vuole ( nel limite del ragionevole)però più banalmente mi chiedo ma se alla creatura gli proponi 'sta sbobba per un periodo prolungato, riesce poi a non avere problemi intestinali ( se è un problema fastidioso per gli adulti figurarsi per i piccoli)???
In questa vacanza non avendo ad una portata ragionevole un supermarket dove  trovare materie  prime da cucinare mi sto affidando molto ai ristoranti convenzionati al nostro studios ( insieme di appartamentini).
Decisamente ho trovato nel menù per gli adulti piatti più adatti ad una bambina di 20 mesi.
Ho scoperto che il polipo sulla crema di fagioli le piace tantissimo e anche le polpette di zucchine o un ottimo risotto con verdure e formaggio fresco.
Solo una volta fino ad oggi ho trovato nel menù baby un piatto con pesce, verdure e riso, ero già galvanizzata da non dover chiedere una mezza porzione come faccio quando pesco dalla parte degli adulti,ma ecco che  il cameriere si premura di avvisarmi che il pesce è, ovviamente, fritto! E ti pareva...
Insomma, assolutamente bocciata la tipologia di piatti pensati per i bambini, non ci vuole molto per studiare qualcosa di più adatto.
Sarà mio interesse da oggi in poi, verificare, quando ne avrò occasione se solo io sono stata sfigata a trovare solo questo genere di offerte o se è diventata una pratica comune, proporre ai bambini solo cibi poco sani.
Qualcuno ha esperienze da condividere?
Io per il momento boicotto nella maniera più assoluta il menù baby.
( immagine presa dal web)

lunedì 22 maggio 2017

Su come vesto mia figlia e la passione per Muji

Quando ho scoperto che avrei avuto una figlia femmina, ho chiesto a tutti, gentilmente, se potevano evitare di regalarmi vestiti rosa (in effetti neanche le tutine in ciniglia mi facevano impazzire ma le ho rivalutate poi per la praticità del lavaggio)
Non mi è mai piaciuto come colore, neanche da piccola, trovo stia bene a pochi, vedi Gwineth Paltrow quando ha ritirato il suo oscar  e in piccole dosi.
Ho provato anche a guardare negli altri blog di mamme fashion, visto che  prima di tutto ne sono una grande lettrice ma anche lì a parte qualche spunto non ho mai trovato uno che mi ispirasse del tutto.
Vuoi che dovendo pubblicizzare dei prodotti a volte scelgono brand che non mi convincono o vuoi che non sempre posso permettermi i prezzi proposti.
Quindi ho deciso di stilare la mia personalissima lista di regole più il marchio che!mi fa impazzire e che ha un costo contenuto... ma procediamo con ordine:
1)Accettare il prestato. 

Detto e ridetto io ho la fortuna di avere una sorella che mi ha prestato il guardaroba della figlia.
In generale molte mamme una volta che i figli crescono tendono a voler liberarsi degli abiti dei pargoli ormai grandi, non penso sia difficile trovare qualcuno che vi aiuti, non vi servirà neanche chiedere.
Non ha senso comprare interi guardaroba tenendo conto quanto crescono in fretta, in più potendo contare su un patrimonio di base potete comprare meno vestiti ma investire sulla buona qualità.


2)Scegliere dei colori neutri come cardine del guardaroba.

A volte è difficile scegliere tra la miriade di vestiti delle bambine, diciamo che ci sono molte possibilità rispetto ai maschietti.
Io mantengo come colori principali : il blu, il bianco ,il grigio e se lo trovo il nero che è difficilissimo da trovare perché considerato troppo  lugubre.
Questo vuol dire che scarpe, giubbotti, pantaloni, cardigans ( che io preferisco alle felpe), sono per la stragrande maggioranza di questo colore.
Così  facendo posso comprare  magliette,felpe o pantaloni fantasia perché ci sono sempre le basi con cui abbinarle. Ovvio che questi sono i colori che piacciono a me, si può scegliere come base un altra paletta di colori ( il bianco ci deve essere sempre).

3) Attenzione a mischiare più fantasie.

Ultimamente con questa mania di mettere insieme più elementi , ho visto abbinamenti da arresto per mancanza di buon gusto, roba che se Enzo Miccio si occupasse di moda infantile alzerebbe bandiera bianca.
Bisogna davvero esserne capaci e non sentendomi io così portata mischio diversi fantasie solo se una di queste è a righe.( tipo pantaloni a righe bianche e blu con golfino bianco con fiori rossi).
In generale le fantasie mi piacciono molto, soprattutto quelle con fiori piccoli, frutti e animali. Più le piccole stampe piuttosto che grandi disegni.

Ampliando ancor più il discorso posso dire che mi piace lo stile un po' old style, ma mixato e odio invece lo stile " da adulti " con bomber, chiodi o con il logo dei marchi.
Venendo  al lato concreto, i punti in cui faccio shopping sono quasi sempre gli stessi, grandi catene e quando riesco qualche marchio più di nicchia.

Ma, la mia passione è senza dubbio la linea muji bimbi.
Bellissima, essenziale, prezzi contenuti e a lavarli e rilavarli rimangono sempre bellli.
Il vestito a quadrettoni l'ho usato durante le feste natalizie e tutti mi hanno chiesto dove l'avessi preso.
Insomma sono decisamente di parte ma onor del vero, sono sempre stata una fan anche per l'oggettistica.

Questa la mia personale lista. Se non vi piace pazienza, che siamo un blog sfigato lo sapete tutti, no?



giovedì 11 maggio 2017

In Italia, la famiglia nucleare è un fallimento.

La famiglia nucleare è considerata la più piccola unità sociale e base di una società in cui ha luogo non solo la riproduzione sociale ma anche quella biologica.
Si intende solitamente quella composta da mamma, papà e due figli.
Si dice sia stata sdoganata dai modelli proposti in TV come la mitica famiglia Cummingham in Happy Days e si assestò inizialmente in America per poi affermarsi negli ultimi decenni anche in una società più patriarcale come la nostra.
Oggi è la famiglia tipo di tutto il mondo occidentale.
Il detto "per crescere un bambino ci vuole un intero villaggio " Che continuo a sentire e risentire in questi giorni e che avevo dimenticato tra i miei appunti di antropologia culturale mi ha fatto parecchio riflettere.
Perché è tornato così di moda?
Semplice, perché il modello di famiglia non è più sostenibile ed anzi in piena crisi.
Lo è in tutti quei paesi dove il welfare non aiuta più i suoi cittadini, dove ti si chiede di farne tanti ma dove lo stato non ti regala nulla.
Lo è in Italia dove chi non può contare sui nonni dovrà prima o poi lasciare il lavoro.
Perché se non hai una cerchio più largo intorno a te non ce la puoi fare.
È così o forse se entrambi i coniugi hanno un buon stipendio possono contare su aiuti a pagamento o possono dare ai figli delle opportunità che altri non possono neanche sognare.
Il nido che è un'esperienza a mio avviso formativa per il bambino, il più delle volte è a pagamento e nella mia zona non esistono quelli comunali.
Se una mamma lavora a tempo pieno deve aspettarsi una retta intorno alle 700... e quando si ammala? Se non si ha qualcuno a cui appoggiarsi? Lì si manda al l'asilo ammalati? E il diritto del bambino di stare a casa e riposarsi?
Passiamo a un tema molto dibattuto: le scuole chiudono per tre mesi.
Il lavoro no, a meno che tu non sia una maestra.
Se hai genitori vicini o anche lontani da casa, magari al mare, puoi affidarli per periodi significativi altrimenti devi sborsare soldoni per centri estivi, oratorio ( un po' più contenuto) o babysitter. 
Chi non ha famiglia e una sicurezza economica che fa?

Risposte purtroppo non ne ho.
Le soluzioni forse, di certo ho delle pretese.
Pretendo che tutte le tasse che paghiamo ( siamo il paese in Europa più tassato) si trasformino in servizi alla comunità. 
Pretendo che lo stato abbia cura dei suoi cittadini e delle sue esigenze e pretendo che tutti i gradi scolastici siano pubblici o con contributi minimi.
Ma piuttosto che arrabbiarci contro uno stato che usa i nostri soldi per mantenere i privilegi e gli sprechi di pochi ce la si prende con gli extracomunitari, colpevoli per molti di rubarci le risorse.
Una sola certezza mi rimane: l'unica risorsa è la famiglia allargata, potersi appoggiare a qualcuno o per lo meno io non so come farei se non avessi i nonni ad aiutarmi.
Molto probabilmente avrei dovuto rinunciare al lavoro.
O a fare figli.
Spero solo che il concetto di comunità torni ad avere un senso anche in Italia.
Se qualcuno ha soluzioni più ottimistiche sono lieta di sentirle.


giovedì 27 aprile 2017

Passeggino, fascia o marsupio???

Affronto un tema spinosissimo: cosa e' meglio tra passeggino (inteso in tutte le sue declinazioni ), marsupio e fascia?
Noi li abbiamo tutti e 3!

Ho sempre pensato che il trio fosse fondamentale, poi non vivendo in una grande citta' ed usando poco (direi anche per nulla) i mezzi pubblici non lo trovo scomodo, l'unica pecca e' che non avendo un atrio dove riporlo devo montarlo e smontarlo tutte le volte e francamente la cosa diventa noiosa se si tratta di andare solo a prendere il pane.

Il marsupio ce lo hanno prestato....in verita' e' ancora nella sua scatola...non l'ho nemmeno rinfrescato perche' ho iniziato a sentire parlare di fascia (ma mai dire mai per il futuro).

Ecco, la fascia, inizialmente non ero molto dell'idea, complice aver visto una bimba dipendente da fascia (ovvero se mi togli urlo).... poi pero' mi sono informata e ho deciso di farmi/ci questo regalo.
Ho optato per un modello gia' semi strutturato (mi perdonino le puriste della fascia )essendo io imbranata con legature e simili, e' un modello certificato come ergonomico, ma allo stesso tempo non molto costoso.
Devo dire che dopo i primi giorni di "imbranataggine" mi trovo bene, la uso appunto in caso di uscite per brevi commissioni e mi ha permesso di andare a fare la spesona con Pietro senza occupare mezzo carrello con l'ovetto e senza dover essere per forza in due.
La cosa comica sono le reazioni che l'uso della fascia ha in paese (ribadisco non abito in una grande citta' e forse sono una delle poche mamme che porta il bimbo in fascia): il commento che sento piu' spesso e' "oddio c'e' un bambino li dentro", seguito da "ma respira", "e' tutto rannicchiato"  e la new entry di oggi "scusi ma non le fa male la schiena?" .

Un grazie di 💚 al mio cucciolo che mi ha permesso di scrivere questo post senza interrompermi....

martedì 25 aprile 2017

Ponte in Liguria


Non siamo mai stati tipi da ponte, io e Franci.
Nella nostra storia lunga ormai quasi tredici anni ne ricordo tre: Londra, Stoccolma e Parigi.
Il più delle volte la nostra filosofia era dedicarci ad un grande viaggione all'anno e risparmiare dove si poteva. Viceversa se decidevamo di partire era per esplorare capitali europea ancora sconosciute alla nostra sempre viva sete di nuovi luoghi.
Con i bambini si sa, un po' la musica cambia.
Sono fermamente convinta che si possa anzi si debba viaggiare con i bambini e penso solo all'anno scorso quando con una piccola iena di 5 mesi ci siamo trasferiti nella mia amatissima e mai dimenticata Londra e siamo stati in vacanza in Grecia.
Ma quest'anno sono entrati in gioco due fattori inaspettati a spingerci lontano da una puntatina in Norvegia (mio puntello insieme a Varsavia) e a tenerci stretti al cuore dell'amata odiata patria:
Primo, la cronica assenza di energie dovuta ad un mix letale di mancanza di sonno, stress da quotidiano e abbiocco che non permette di costruire un buon itinerario.
Secondo, un raffreddore con tosse di Svevina che perdura ormai dall'inizio del nido.
Così ho lanciato messaggi al marito con una certa delicatezza vista la sua riluttanza al trascorrere del tempo al mare piuttosto che a prendere un aereo e andarsene in giro per l'Europa.
"La bambina sta malissimo solo il mare può aiutare, se le passa il raffreddore non si sveglia più di notte".
Al pensiero di sei ore filate di sonno si è convinto e visto la non felice esperienza di gennaio a Riccione abbiamo optato per la sconosciuta Liguria.
 Io in trentatrè primavere ho pernottato  in questa regione solo due volte: una vacanza da adolescente nella riviera di Levante e un capodanno a Varazze nel 2010 e per una che abita vicino a Milano è decisamente un'anomalia visto che è il mare più vicino.
Non avevo dunque grandi aspettative, mi interessava solo far respirare quanto più iodio possibile alle narici di Sveva.
Il primo requisito è stata la vicinanza e ci siamo indirizzati alla riviera di Ponente.
 Siamo partiti sabato alle undici, la classica partenza intelligente allietata solo dalla quasi totale assenza di lamenti di Sveva causa lungo riposino ( si era svegliata alle 5.00 la simpatica).
Trovando lunghe code abbiamo deciso per un pit stop a Varazze.
Ora il problema principale di questi bellissimi paesini sono i parcheggi, consiglio vivamente di spostarsi in treno, una volta trovato dopo mille peripezie ci siamo addentrati nelle sue colorate e strettissime viuzze alla ricerca della famosa focaccia.
E non siamo rimaste delusi, anzi abbiamo decisamente esagerato.
Per Piccola iena mi ero portata da casa della mozzarella già tagliata che ha accompagnato a della focaccia liscia mentre io e il padre non abbiamo resistito alla focaccia di cipolle.
Mangiarla in riva al mare, con il pensiero dell'inverno e del grigio della città lasciati alle spalle, non ha davvero prezzo.


E già il pensiero della Norvegia ,si allontanava dai miei desideri...
Controllata la situazione traffico e avendo appurato una maggior fluidità nelle strade, abbiamo lasciato la spiaggia per raggiungere la nostra destinazione: Finale Ligure.
Francesco ha trovato una buona offerta all' Hotel Moroni.
Davvero bellissimo.
Atmosfera un po' anni 60, camera con terrazzo grandissimo da cui vedevi il mare e pasti superlativi.
Abbiamo optato per una mezza pensione, così durante il giorno eravamo liberi di girare senza vincoli ma a cena potevo tranquillamente chiedere piatti adatti a Sveva.
Non so voi ma quando usciamo a cena, il menù per bambini prevede solo pasta al pomodoro o cotoletta.
Le verdure queste sconosciute.
Mentre in albergo hanno preparato su mia indicazione , pesce con zucchine bollite la prima sera e passato di verdura con pastina la seconda,entrambi apprezzatissimi dalla piccola che ama molto gli ortaggi.
Sapendo che a cena potevo contare su pasti bilanciati,a pranzo eravamo più liberi: una caprese, un piatto con prosciutto e pane e frutta e yogurt per merenda.
 Dopo una cena super apprezzata anche dagli adulti, abbiamo fatto un giretto per il paesino che è davvero carino, con negozietti niente male ma non alla portata di tutti. Rispetto alla più conosciuta Romagna la Liguria appare più esclusiva, più per ceti medio alti,se ancora questa odiata parola ha un
 senso.
Domenica, l'unico giorno a totale disposizione, abbiamo deciso di conoscere il limitrofo borgo di Varigotti.

Una vera perla, tra l'altro collegato a Finale da una bellissima passeggiata tra rocce a strapiombo sul mare.

Anche il sole ha fatto finalmente capolino, regalandoci temperature quasi estive. Sveva è rimasta in body e non voleva far altro che giocare con i sassolini e pucciare i piedi nell'acqua del mare: rideva come una pazza ogni volta che le onde arrivavano, io ovviamente ero angosciata per la forza delle onde e la tenevo ben salda a me... un altro aspetto da non sottovalutare è che il mare qui diventa subito profondo.
Abbiamo giocato, pranzato sulla spiaggia e ci siamo un po' dedicati alla scoperta delle sue viuzze.
ho invidiato le loro belle piante di limoni, un frutto che amo e uso tantissimo in cucina.
Verso le 14, siamo tornati all'albergo, giusto in tempo di un sempre santo riposino.
Ma avevamo ancora voglia di mare e appena svegli ci abbiamo passato tutto il pomeriggio.
La sera approfittavamo della stanchezza della cucciola per bere qualcosa dopo cena, nel bar della piazzetta.

C'erano tantissime famiglie con bambini. Anzi con bambino.
Io e Fra abbiamo notato sia in albergo che per il paese famiglie con un solo pargolo: fotografia dell'Italia? Coincidenza? chissà.
Lunedì avendo a disposizione solo il mattino abbiamo deciso per un ultima full immersion di iodio per Sveva e dopo pranzo abbiamo salutato questo bellissimo paese stupendoci di quanto ad entrambi sia piaciuto e di quanti bei ricordi ha colmato la nostra memoria.
 Ci piacerebbe tornare, magari conoscere altri paesini, magari a settembre evitando i mesi di alta stagione, sia perchè i prezzi salgono alle stelle sia perche immagino sia presa d'assalto.
La vicinanza a Milano la rende perfetta per dei weekend toccata e fuga ma immagino sia davvero piacevole per vacanze più lunghe.